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Attacchi Houthi nel Mar Rosso, la fregata Bergamini scorta il mercantile italiano a Bab el-Mandeb. Crosetto incalza l’Ue: “Servono più risorse”

Roma chiede nuovi mezzi per rafforzare Aspides e prepara il piano B. Kallas: innalzato il livello di allerta delle navi europee nel Mar Rosso

Attacchi Houthi nel Mar Rosso, la fregata Bergamini scorta il mercantile italiano a Bab el-Mandeb. Crosetto incalza l’Ue: “Servono più risorse”
Houthi

Bab el-Mandeb, riparte Aspides: la fregata Bergamini scorta il Jolly Oro. Crosetto incalza l’Ue

Riparte l’operazione europea Aspides nel Mar Rosso. La fregata Carlo Bergamini della Marina militare italiana ha scortato il mercantile Jolly Oro, della compagnia di navigazione Ignazio Messina & C., nel passaggio attraverso lo Stretto di Bab el-Mandeb verso nord.

A darne notizia è la Marina militare, secondo cui “l’attività rientra nei compiti affidati alle forze navali dell’operazione Aspides”. Per la Marina si tratta di “un segnale concreto, arrivato con ottimo tempismo, dell’importanza di mantenere alta l’attenzione sulla sicurezza della navigazione commerciale nell’area“.

La missione europea è dunque tornata operativa. Nelle ultime ore, dopo la richiesta avanzata dal mercantile italiano Jolly Oro, i vertici di Aspides hanno autorizzato la fregata Bergamini a fornire protezione alla nave durante l’attraversamento dello Stretto di Bab el-Mandeb. La singola operazione dovrebbe durare due giorni, secondo quanto riferito da fonti informate.

Crosetto incalza Bruxelles: “Rafforzare subito Aspides”

L’Italia è pronta ad aumentare il proprio impegno a Bab el-Mandeb anche senza attendere l’Europa, ma prima sollecita Bruxelles a un ultimo tentativo per potenziare la missione Aspides. È quanto emerge dalla lettera inviata dal ministro della Difesa Guido Crosetto all’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas, anticipata dal Foglio. Il ministro chiede “un deciso e urgentissimo intervento dell’Unione europea oggi stesso” affinché gli Stati membri mettano a disposizione nuovi mezzi e ulteriori contributi per la missione nel Mar Rosso.

La richiesta arriva dopo l’annuncio di Crosetto secondo cui Roma non intende più attendere che sia Aspides a stabilire quando i mercantili italiani possano attraversare Bab el-Mandeb. L’obiettivo è consentire una rapida ripresa del traffico commerciale italiano nello Stretto, mentre l’eventuale dispiegamento di altre unità militari a protezione delle navi sarà valutato insieme al governo e al Parlamento.

Secondo Crosetto, le risorse attualmente a disposizione di Aspides non sono sufficienti rispetto alle crescenti esigenze nell’area. A Bab el-Mandeb, scrive il ministro, sono presenti soltanto ”una Fremm italiana e una fregata greca”, con la conseguenza che le richieste di scorta possono essere soddisfatte solo parzialmente, provocando lunghe attese e ”dannosi effetti immediati” sul commercio europeo. Da qui la richiesta agli altri Paesi dell’Unione di garantire ”immediati e addizionali contributi”.

Roma prepara però anche un piano alternativo. Se gli altri Stati non dovessero fornire ”la risposta attesa e dovuta”, l’Italia è pronta ”a farsi carico di un ulteriore sforzo”, mettendo a disposizione ulteriori assetti nell’area. A una condizione: qualora Roma sostenesse da sola maggiori costi operativi e logistici e maggiori rischi per proteggere una rotta definita da Crosetto “vitale per TUTTA l’Europa”, l’onere economico dovrebbe essere condiviso tra tutti gli Stati membri.

Kallas: “L’Europa sta proteggendo il traffico nel Mar Rosso”

“L’Europa sta contribuendo a proteggere il traffico marittimo nel Mar Rosso dagli attacchi degli Houthi: data l’aggravarsi della situazione di sicurezza, l’operazione Aspides ha innalzato il livello di allerta delle proprie navi mentre prosegue le operazioni di scorta”. Lo scrive l’Alta rappresentante Ue Kaja Kallas.

“Gli attacchi degli Houthi contro l’Arabia Saudita sono inaccettabili e compromettono l’economia globale. Ho parlato con Faisal bin Farhan – ministro degli Esteri saudita – degli sforzi diplomatici volti a porre fine ai combattimenti nello Yemen e a ripristinare la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz: il passaggio marittimo deve essere libero da ostacoli e gratuito”.

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