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Cortellessa: “Cordelli, la palude degli scrittori non c’è. E un lavoro critico è stato fatto” ![]() POLEMICHE LETTERARIE/ Continua a far discutere, in rete e non solo, la mappa proposta dal critico Franco Cordelli, che parla di “palude degli scrittori” riferendosi alle nuove generazioni. Su Affaritaliani.it interviene Andrea Cortellessa, curatore della “ricca quanto tendenziosa antologia La terra della prosa (L’Orma editore), dedicata agli scrittori che hanno esordito dopo il 1999”. “Quella della palude è un’immagine mal scelta. Per definizione, è impossibile cartografare una palude. Si tratta di un ossimoro. Se Cordelli ha potuto fare una mappa, è proprio perché questa palude a cui fa riferimento non esiste, anche se gli elementi di oscurità non mancano…” – Scopri i dettagli e le diverse posizioni (c’è spazio anche per le contro-mappe provocatorie…)
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di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton
“Non sono un critico letterario. Sono un critico teatrale, che ha avuto il torto di scrivere dei romanzi. Mi sia concesso di essere idiosincratico quando parlo di libri e scrittori…”. Si definisce così Franco Cordelli, classe ’43. Del suo duro intervento dedicato alla “palude degli scrittori”, pubblicato domenica da La Lettura, si parla molto in queste, ore in rete e non solo (nel box tutti i dettagli sulla polemica letteraria del momento, ndr).
Cordelli, che non usa il computer e che scrive ancora a macchina (“così, fortunatamente, non posso leggere quello che stanno scrivendo sul mio articolo…”), al telefono con Affaritaliani.it torna sulla discussa metafora della palude, in relazione alla letteratura italiana dell’ultimo decennio: “Mi riferivo a un mondo confuso, quello degli autori italiani delle nuove generazioni; pensano solo a se stessi e alla propria tribù”.
A Cordelli riportiamo le dichiarazioni che Andrea Cortellessa, curatore della “ricca quanto tendenziosa antologia La terra della prosa (L’Orma editore), dedicata agli scrittori che hanno esordito dopo il 1999” che, intervistato stamattina da Affaritaliani.it (vedi box, ndr), rivendica il ruolo della critica letteraria degli ultimi anni: “Di Cortellessa sono amico – ci racconta Cordelli – e so bene che un lavoro critico è stato fatto. Ma non esiste solo quello di critici come lo stesso Cortellessa o Daniele Giglioli (autore di Senza trauma)… sul Sole, ad esempio, Giorgio Ficara fa un lavoro eccellente, ed è spesso su posizioni molto diverse…”.
Cordelli argomenta: “Anche un tempo c’erano opinioni diverse sui libri, e non mancavano le divisioni tra fazioni. Ma non esistevano le tribù e autori come Sciascia o Gadda erano riconosciuti all’unanimità grandi scrittori. Su certi libri, infatti, anche gli avversari ideologici trovavano una convergenza. Da tempo non è più così. Sulla grandezza di quale scrittore oggi si trova una convergenza?”.
E prosegue: “Ormai da tempo non esiste più l’universalità nella letteratura, che è diventata internazionale. Si tratta di un processo irreversibile, non si tornerà indietro”. Per il critico de La Lettura questo “passaggio epocale” è una “conseguenza dell’iper-democrazia”. Per Cordelli, quindi, “i grandi scrittori di oggi, o presunti tali, tendono a usare una lingua internazionale, che si presta a essere tradotta facilmente”.


