di Antonio Prudenzano
su Twitter: @PrudenzanoAnton
Dopo la chiamata a raccolta da parte di Giovanni Bazoli per il recupero di Casa Manzoni, sempre sul Corriere della Sera, ieri, l’assessore alla Cultura del comune di Milano Filippo Del Corno ha raccolto l’appello del banchiere, proponendo di affiancare agli spazi museali una serie di laboratori “per fare di Casa Manzoni una casa per la narrativa italiana contemporanea”. Su questo dettaglio, però, non ha aggiunto ulteriori dettagli. Ecco perché Affaritaliani.it stamattina ha chiesto all’assessore di approfondire la sua proposta.
Milano, capitale dell’editoria libraria, infatti, pur avendo lanciato con successo un evento dedicato ai libri come “Bookcity”, non ha uno spazio pubblico in cui tutto l’anno i libri e gli autori siano protagonisti: “E’ così”, ci conferma Filippo Del Corno. “Ed ecco perché ho lanciato l’idea di dar vita a una Casa della narrativa. Bazoli, tra l’altro, non auspica solo un restauro di un luogo simbolo della cultura milanese e italiana, ma anche una riflessione sul futuro di Casa Manzoni. Per la letteratura italiana I Promessi Sposi rappresentano un momento fondativo. Perché, quindi, non dedicare la casa che fu dello scrittore al presente e al futuro del romanzo italiano?”

Chiediamo all’assessore se a questo punto si aspetta proposte da parte degli editori (va ricordato che “Bookcity” è un’iniziativa nata – al tempo dell’assessorato di Stefano Boeri -, proprio su sollecitazione dei grandi gruppi editoriali): “No, questa volta credo che le idee e le sollecitazioni debbano venire dagli scrittori. Non per escludere gli editori, ma perché l’idea che ho in mente è quella di aprire uno spazio dedicato tutto l’anno ai narratori, che dovranno essere i protagonisti assoluti di questa nuova Casa”.
Ricordiamo a Del Corno che già nell’estate 2011 (quindi prima che l’idea di “Bookcity” diventasse realtà), in un’intervista a Repubblica lo scrittore Antonio Scurati aveva auspicato l’apertura di “una Casa della letteratura, dove gli scrittori possano smetterla di chiedere solo fondi a sostegno della cultura, per cominciare a dare, alla città”. Scurati, tra l’altro, fino al 2012 per cinque anni, insieme al collega Alessando Bertante, ha organizzato a Milano il festival “Officina Italia”… “Ecco, quella proposta di Scurati e Bertante può rappresentare un punto di partenza per l’idea di Casa della narrativa italiana che ho in mente, anche perché nei mesi scorsi con i due scrittori che lei ha citato ho avuto modo di riparlare di quella loro proposta”.
Staremo a vedere se il progetto andrà avanti (magari proprio con Scurati e Bertante…) e se Casa Manzoni diventerà davvero il laboratorio della nuova narrativa italiana…
