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La Piazza 2026, l’appello di Francesco Giorgino al primo raduno nazionale delle forze giovanili: “Recuperate il senso della politica”

Giovani e politica, il direttore di Rai Ufficio Studi apre il primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili, organizzato nell’ambito della nona edizione de La Piazza – Il Bene Comune

La Piazza 2026, l’appello di Francesco Giorgino al primo raduno nazionale delle forze giovanili: “Recuperate il senso della politica”

Francesco Giorgino al primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili

Dall’Aula della Luiss a Ceglie Messapica il passo è breve. Francesco Giorgino – conduttore, tra gli altri, della nona kermesse di Affaritaliani, al via ieri e in programma fino a sabato – ha aperto il primo raduno nazionale delle forze politiche giovanili, organizzato nell’ambito della nona edizione de La Piazza – Il Bene Comune. Il direttore di Rai Ufficio Studi e docente del Master Luiss di II livello in Comunicazione e Marketing ha accolto le delegazioni definendo quella di Marcello Antelmi un’ “operazione coraggiosa e necessaria”, soffermandosi sul rapporto tra politica e comunicazione e sulla necessità di recuperare il significato più profondo dell’agire politico. “Partiamo da un dato di fatto. C’è, purtroppo, una percezione negativa della politica nella sfera pubblica mediata, per dirla con un sociologo di nome Thompson. Partiamo da un’operazione di matrice semantica: cosa vuol dire politica? La lingua italiana non ci aiuta nelle sfumature. Gli anglosassoni invece utilizzano tre termini differenti: politics, polity, policy. La policy richiama l’essenza stessa della politica: la capacità di programmazione, di deliberazione e la capacità di valutazione degli effetti”, ha detto Giorgino.

E ancora: “Far politica significa non solo avere idee che cambiano la società, ma anche farsi carico degli effetti di quell’agire deliberativo. È uno schema che viene messo in discussione dall’intreccio che nel corso dei decenni si è sviluppato tra due ambiti che sono destinati a intersecarsi: l’ambito della politica, nella triplice accezione, e l’ambito della comunicazione. Siamo passati dalla comunicazione che diventa politica alla politica che diventa comunicazione”.

Nello specifico, è nel passaggio dal XX al XXI secolo che la politica ha coinciso con la comunicazione: “Nel secolo che viviamo c’è un’equazione tra agire deliberativo e agire comunicativo. Solo ciò che è notiziabile sposta il baricentro dalle priorità, così come vengono individuate dalle variabili di sistema”. Poi l’invito finale rivolto alle giovani delegazioni: “Recuperare il senso della politica, capire cosa vuol dire fare politica nella società postmoderna”.

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