Punti chiave
Spazio poi a Francesco Giorgino, direttore Rai Ufficio Studi e docente del Master Luiss di II livello in Comunicazione e Marketing, che ha definito quella di Marcello Antelmi un’”operazione coraggiosa e necessaria”, soffermandosi sul rapporto tra politica e comunicazione e sulla necessità di recuperare il significato più profondo dell’agire politico. “Partiamo da un dato di fatto. C’è, purtroppo, una percezione negativa della politica nella sfera pubblica mediata, per dirla con un sociologo di nome Thompson. Partiamo da un’operazione di matrice semantica: cosa vuol dire politica? La lingua italiana non ci aiuta nelle sfumature. Gli anglosassoni invece utilizzano tre termini differenti: politics, polity, policy. La policy richiama l’essenza stessa della politica: la capacità di programmazione, di deliberazione e la capacità di valutazione degli effetti”, ha detto Giorgino.
E ancora: “Far politica significa non solo avere idee che cambiano la società, ma anche farsi carico degli effetti di quell’agire deliberativo. È uno schema che viene messo in discussione dall’intreccio che nel corso dei decenni si è sviluppato tra due ambiti che sono destinati a intersecarsi: l’ambito della politica, nella triplice accezione, e l’ambito della comunicazione. Siamo passati dalla comunicazione che diventa politica alla politica che diventa comunicazione”.
Nello specifico, è nel passaggio dal XX al XXI secolo che la politica ha coinciso con la comunicazione: “Nel secolo che viviamo c’è un’equazione tra agire deliberativo e agire comunicativo. Solo ciò che è notiziabile sposta il baricentro dalle priorità, così come vengono individuate dalle variabili di sistema”. Poi l’invito finale rivolto alle delegazioni: “Recuperare il senso della politica, capire cosa vuol dire fare politica nella società postmoderna”.
“Grazie a tutti voi. Qui in mezzo c’è il prossimo presidente del Consiglio. Tutti questi giovani, così appassionati, interessati… Abbiamo pensato fosse la cosa più notiziabile di tutte le attività che svolgeremo a La Piazza. Qui si misura quello che è il futuro e le nuove tendenze, dobbiamo capire le esigenze per il futuro. Siamo il primo quotidiano online nato in Italia, ogni giorno ci aggiorniamo sulle istanze del futuro e voi vivete il presente con l’occhio del futuro. Grazie”.
“Grazie e benvenuti a tutti. Come dicono ad Oxford, bravi, bravi, bravissimi. Abbiamo raggiunto il primo obiettivo vero, sia per La Piazza sia per Affaritaliani: essere un veicolo per voi. Realmente sono emozionato a vedervi così, da tutta Italia, nonostante il caldo, con spirito di adattamento. La promessa è che il prossimo raduno sarà ancora più bello. Siamo la redazione più giovane d’Italia. Voi siete il futuro vero dell’Italia”.


