È stata archiviata la posizione dell’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti, indagato per corruzione in atti giudiziari nell’ambito del caso Garlasco. Il gip del Tribunale di Brescia ha accolto la richiesta della Procura guidata da Francesco Prete e ha disposto l’archiviazione del procedimento. Venditti era accusato di aver ricevuto denaro per favorire l’archiviazione di Andrea Sempio nell’indagine del 2017 sull’omicidio di Chiara Poggi, uccisa a Garlasco il 13 agosto 2007.
Il gip: “Le indagini non hanno restituito alcuna traccia”
Nel provvedimento, il giudice sottolinea che l’ipotesi di corruzione avrebbe richiesto la presenza di un accordo tra pubblico ufficiale e privato, la dazione o promessa di un’utilità e la finalizzazione dell’atto a favorire una parte del procedimento. Ma, si legge, “di nessuno di questi elementi le indagini, pur ampie, hanno restituito una traccia che conduca all’indagato”. Gli accertamenti bancari sui rapporti riconducibili a Venditti non hanno fatto emergere accrediti, versamenti o disponibilità anomale compatibili, per importo o collocazione temporale, con i prelievi effettuati dalla famiglia Sempio.
Nessun contatto anomalo con la famiglia Sempio
Il gip evidenzia inoltre che non sono emersi contatti telefonici, telematici o personali tra Venditti e la famiglia Sempio o i suoi difensori al di fuori delle sedi istituzionali del procedimento. Anche i due avvocati nominati all’epoca, sentiti dagli inquirenti, hanno dichiarato di non aver avuto interlocuzioni con i magistrati se non in occasione dell’interrogatorio.
Le anomalie riguardavano altri livelli dell’indagine e persone appartenenti alla Polizia giudiziaria
Nel provvedimento vengono richiamate anche alcune anomalie emerse nell’inchiesta, ma il giudice precisa che queste “si collocano, nella loro quasi totalità, a un livello diverso da quello dell’indagato”. Le trascrizioni incomplete, i contatti irrituali con Sempio e le omissioni nell’annotazione dei tabulati vengono ricondotti infatti ad appartenenti alla polizia giudiziaria. Quanto alla scelta di affidare le indagini alla sola Sezione di polizia giudiziaria della Procura di Pavia, la coassegnataria del fascicolo aveva spiegato che la decisione era stata presa per evitare fughe di notizie, considerato il forte rilievo mediatico del caso.
La richiesta di archiviazione del 2017 fu condivisa da più magistrati
Il gip ricostruisce anche la genesi della richiesta di archiviazione di Andrea Sempio del 2017. La bozza era stata redatta dalla pm coassegnataria sulla base dell’attività istruttoria e dell’informativa dei carabinieri, che non aveva evidenziato elementi rilevanti nelle intercettazioni. Il testo era stato poi rivisto da Venditti, sottoscritto anche dal procuratore della Repubblica e infine accolto dal giudice per le indagini preliminari con una propria motivazione autonoma. Diversa la posizione di Giuseppe Sempio, che resta indagato. Il relativo fascicolo è stato trasferito alla Procura di Pavia.
Il gip: “L’ipotesi alternativa coinvolge la polizia giudiziaria”
Nel provvedimento con cui archivia la posizione dell’ex procuratore di Pavia Maria Venditti dall’accusa di essere stato corrotto da Giuseppe Sempio, il gip pavese Mauroernesto Macca scrive che il quadro delle indagini “e’ compatibile con ragionevoli ricostruzioni alternative, come ad esempio un accordo collocato al livello della polizia giudiziaria operante, ovvero un millantato credito consumato ai danni degli stessi Sempio, che pero’ non coinvolgono l’odierno indagato e la cui delibazione spetta ad altre autorita’ giudiziarie”. Il riferimento e’ alla possibilita’ che alcuni esponenti della polizia giudiziaria abbiano fatto credere al padre di Andrea Sempio di poter incidere sugli esiti dell’inchiesta a carico dell’indagato per l’omicidio Poggi. E ancora, evidenzia il giudice nella parte conclusiva del decreto, “l’incertezza sulla destinazione finale di parte del denaro non dimostra comunque che esso sia pervenuto a Venditti e non puo’, pertanto, fondare una ragionevole previsione di condanna”


