Di Alberto Maggi (@AlbertoMaggi74)
L’accordo sulla legge elettorale tiene. La minoranza del Pd non è convinta al 100%, soprattutto per l’assenza delle preferenze, ma non farà scherzi in Aula e nel voto segreto. Almeno così confida ad Affaritaliani.it un parlamentare della minoranza bersaniana. Anche Matteo Renzi ha detto chiaramente di non avere paura dei franchi tiratori.
Ma il cammino prima del via libera definitivo dell’Italicum è lungo. Serve il passaggio alla Camera, poi il Senato cambierà qualcosa e il testo tornerà così a Montecitorio per l’ok finale. Una fonte del Pd che sta seguendo da vicino il tema della riforma rivela ad Affari che nel segreto del voto in Aula la soglia di sbarramento per i partiti che si presentano in coalizione potrebbe scendere dal 4,5 al 4%. Su questo punto il Pd sarebbe pronto ad ascoltare le istanze dei partitini e Forza Italia a chiudere un occhio e non far saltare tutto per uno zero virgola cinque per cento in meno.
Ma il tema più importante che potrebbe entrare nell’Italicum nel corso del cammino parlamentare è una sorta di clausola ‘salva-Vendola’. Renzi ha accettato il comma che garantisce al Carroccio una rappresentanza in Parlamento, ma ora chiede il conto. E la novità potrebbe essere un comma della legge che consenta di recuperare il primo partito escluso, ovvero che resta sotto la soglia.
Così se Sel si presenta con il Pd e non arriva al 4 o al 4,5% avrà comunque seggi perché primo e forse anche unico partito alleato del Pd. Forza Italia potrebbe accettare questo punto anche perché favorirebbe nel Centrodestra Fratelli d’Italia, utile a Berlusconi per costruire una coalizione in grado di giocarsela con il Centrosinistra del sindaco di Firenze.


