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Bari – “Siamo tornati ad un anno fa, in pratica”. Con queste parole Francesco, uno degli operai Om raggiunti telefonicamente da Affaritaliani.it, spiega l’incontro tenutosi a Roma. L’intesa tra Kion e Frazer Nash giunge definitivamente al capolinea, non senza tensione e momenti di agitazione.

L'Assessore al Lavoro della Regione Puglia, Leo Caroli, presente all’incontro: "L'assenza al tavolo dei vertici Kion é molto grave, ma ancora di più é quella dell'Amministratore Delegato della Frazer Nash, che aveva chiesto lo spostamento dell'incontro alla data odierna, proprio per potervi partecipare personalmente”.  Un modus operandi, quello delle aziende, che denota secondo l’Assessore “una mancanza di rispetto nei confronti del Governo e delle istituzioni italiane, assolutamente inaccettabile”. Caroli non ci sta e denuncia “una pura e crudele logica della massimizzazione dei rispettivi profitti”, da parte delle stesse.

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“Un’autentica canagliata – insiste l’Assessore - nei confronti dei lavoratori, in disprezzo degli accordi e degli impegni assunti per la reindustrializzazione”. I sindacati, una delegazione dei dipendenti Om e lo stesso Caroli sottolineano, inoltre, come “tale tradimento, ben oltre i risvolti etici e morali, sia prima ancora una inadempienza ad impegni giuridicamente rilevanti”. Il prossimo passo, stando anche a quanto dichiarato da un altro operaio Om presente a Roma, Antonio Pantaleo, sarà quello di muoversi per vie legali, in modo tale da accertare i presupposti di una azione di risarcimento per il mancato rispetto degli accordi e della manifestazione d’interessa palesata mesi addietro, sempre a Roma.

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Ancora non si conoscono i motivi della mancata intesa. “Si sono nascosti dietro la riservatezza dell’accordo”, spiega l’operaio Francesco. Una cosa è certa: “Se in questi mesi – insiste Antonio Pantaleo - qualcuno si era interessato a noi, non è stato preso in considerazione in virtù di questo precedente accordo”. E gli operai, ora, si ritrovano a vivere un doloroso déjà vu. “Oggi – avvisa Antonio Pantaleo - è stato creato un bruttissimo precedente, è una sconfitta per tutti i lavoratori, le istituzioni e per il sindacato. Un accordo firmato e strafirmato non può finire buttato in un cestino”.

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La riunione si é conclusa per un verso con l'impegno da parte della Om a proseguire il processo di reindustrializzazione del sito di Modugno e per altro con l'intesa delle parti di reincontrarsi a Roma. "Occore fare in fretta - dichiara l'Assessore Caroli - per assicurare la prosecuzione della CIGS e garantire una copertura sociale agli oltre 220 lavoratori". L’intenzione, nel frattempo, è quella di far pagare alla Om i carrelli: “I carrelli – spiega Michele Armenise, altro lavoratore Om, - possiamo rivenderli alla stessa azienda... i macchinari, però, rimangono”. Il presidio degli operai, intanto, continua giorno e notte davanti ai cancelli dell’azienda, con la possibilità di portare la protesta anche presso lo stabilimento di Luzzara. I lavoratori non mollano la marcatura a uomo sulla Kion.

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