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ProtestaEdili

"Denunciare lo stato di crisi del settore delle costruzioni edili nella provincia di Bari e Bat dove, dal 2008, il numero delle imprese si è ridotto del sedici per cento e quello dei lavoratori del 35 per cento". L'obiettivo della manifestazione organizzata da Ance e sindacati di categoria a Bari, dove sono stati poggiati per terra centinaia di elmetti gialli da lavoro, quale simbolo dei 25mila posti persi in tutta la Puglia nel settore edile, è una vera e propria urgenza: “Non c’è più tempo – ha spiegato Domenico De Bartolomeo, presidente dell'Ance Bari e Bat - per il settore delle costruzioni. Se entro settembre non saranno fatti interventi risolutivi, il settore non si riprenderà più”.

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Leitmotiv della mobilitazione in Piazza Prefettura e dell’incontro in Comune il Patto di Stabilità, vero e proprio Moloch del settore edile: "Chiediamo che siano rivisti quanto prima - ha dichiarato Domenico De Bartolomeo, presidente Ance Bari e BAT - gli stringenti vincoli al Patto di Stabilità, è necessario un impegno sinergico istituzionale, per spendere al meglio tutte le risorse destinate al nostro territorio; bisogna valorizzare e dare immediata attuazione ai programmi infrastrutturali già finanziati”. “Contemporaneamente, auspichiamo – ha precisato De Bartolomeo - che sia rivista la disciplina dell'IMU, si favoriscano i mutui per la prima casa e sia eliminata l'imposta sugli immobili costruiti dalle imprese edili e non ancora venduti, in una parola, snellire la burocrazia". Numeri da capogiro quelli illustrati nel corso dell’incontro: tra il 2008 ed il 2012 vi è stata una contrazione del 34,1%, a livello nazionale, del numero delle ore lavorate. Secondo i dati  della Cassa edile di Bari, inoltre, nel quinquennio 2008-2012 nella provincia di Bari e BAT vi è stato un calo del 36% del numero dello ore lavorate ed una riduzione del 16% e del 30% nel numero di imprese e operai iscritti.

Protesta Natuzzi

Preoccupato anche il Sindaco di Bari, Michele Emiliano: “Noi chiediamo con una forza assoluta lo sblocco del Patto di Stabilità, soprattutto per le opere pubbliche. Su questo argomento il presidente del consiglio ci deve dare una risposta”. Ed ha spiegato: “Il decreto del governo per il pagamento dei debiti della pubblica amministrazione ha sbloccato i vecchi pagamenti ma non quelli correnti, in un momento ancora più difficile per le imprese. Forse prima avevano ancora qualche lira, ma adesso far camminare lo stato di avanzamento dei lavori, pubblici e privati, con il meccanismo del patto di stabilità così com'era, è una pazzia. Questo Patto di Stabilità serve solo a mantenere il rapporto di cambio dell'euro rispetto alle altre valute e io non conosco nessuna economia al mondo che si preoccupi più dell'inflazione che della vita delle persone e delle aziende”. Il primo cittadino di Bari ha illustrato l’emergenza barese: “A Bari ci sono 800 milioni di euro di opere pubbliche e private da realizzare. Quelle pubbliche non hanno la possibilità di essere pagate correntemente, pur avendo il Comune di Bari un enorme avanzo di amministrazione di decine e decine di milioni di euro e un bilancio tra i più solidi in Italia. Le banche pregiudicano le imprese che hanno molte commesse e più cantieri perché vengono considerate ad alto rischio. Ma con tutto il danaro ricevuto dall'Unione Europea le nostre banche sono in grado di finanziare la ripresa del nostro Paese e non è possibile che siano il Presidente del Consiglio ed il Governo a fermare questo processo”.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche il capogruppo del Pd alla Regione Puglia, Pino Romano: ''Siamo consapevoli – ha spiegato Romano in una nota - che sottoscrivere il Patto verticale potrebbe penalizzare la Puglia nelle tranche di cofinanziamento negli anni successivi. Però si tratta di un rischio che si deve correre, perché con il Patto di stabilità verticale si libererebbe la metà delle risorse che altrimenti i piccoli Comuni vedrebbero rimanere vincolate". Così come Peppino Longo, consigliere regionale dell’Udc: “Per quanto riguarda le piccole e medie imprese del settore edile, la situazione si è fatta critica nel corso degli ultimi anni anche a causa dei vincoli del patto di stabilità che non dà margini di manovra agli enti locali, bloccando anche quei lavori (piccoli o grandi) che rappresentavano una boccata di ossigeno per le imprese edili”.

LE STORIE/ Il caso Natuzzi: licenzia e delocalizza?/ Om, è saltata l'intesa. Caroli: “Un’autentica canagliata”/ La crisi che sta scuotendo il settore industriale barese / Cgil Bari, Gesmundo: “Servono politiche sociali”/ Un primo maggio passato tra i precari

Vendola e Natuzzi

Gli aggiornamenti sulla vertenza Natuzzi. Non solo il mondo dell’edilizia al centro delle attenzione politiche pugliesi ma anche le ultime vertenze che hanno scosso l’opinione pubblica e la vita di molti lavoratori (e famiglie), come ad esempio quella legata alla Natuzzi. “Non è possibile – aveva dichiarato il Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola - pensare di chiudere stabilimenti senza rispettare le relazioni industriali. Il rapporto con i sindacati non è un optional, è un modo per rispettare le esigenze del mondo del lavoro. Il destino del distretto del mobile imbottito è quello di riconvertirsi. Dobbiamo poter immaginare il distretto della casa e dell’arredo per poter diversificare i prodotti”. E forse, è bene essere cauti nelle valutazioni, un passo in tal senso è stato fatto: “Pasquale Natuzzi, dopo qualche ora di negoziato, ha accettato le condizioni poste dalla Regione Puglia. Ha accettato – ha spiegato Vendola - di rinviare alla data di presentazione del piano industriale, qualunque scelta riguardante l’organizzazione del lavoro”. Il prossimo capitolo della vertenza sarà scritto tra una settimana, nel frattempo sospensione di giudizio (e dello sciopero dei dipendenti): “Il salvadanaio che abbiamo portato di 101 milioni di euro – ha ricordato Vendola - con la sottoscrizione dell’accordo di programma non è il salvadanaio della sopravvivenza, bensì è il salvadanaio della riqualificazione proprio per rilanciare il settore del mobile imbottito”. Il Presidente della Regione Puglia ha anche annunciato la convocazione del Governo regionale, in seduta straordinaria, per venerdì prossimo 21 giugno, per l’attivazione di un tavolo contro l’illegalità ed il sommerso in diversi settori del mercato del lavoro, dall’autotrasporto all’agricoltura, dal settore del salotto imbottito a quello del tessile, dell’abbigliamento e del calzaturiero.

Le ultime sulla vertenza Om. Non mollano gli operai Om e continuano la loro protesta. In attesa del nuovo incontro a Roma gli operai si ritroveranno lunedì 24 giugno, dalle ore 19, davanti ai cancelli di quella che è diventata la loro seconda casa, lo stabilimento della Kion. Un’occasione, in collaborazione con il gruppo barese di Rivolta il debito, per confrontarsi anche con gli operai protagonisti delle altre vertenze del settore industriale barese e non.

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