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NSBProject, dagli scarti agroalimentari i biopolimeri del futuro di POLYMERS-5B

Con un budget di 5,6 milioni di euro, il progetto unisce biocatalisi e IA per convertire i residui agroalimentari del Mediterraneo in materiali avanzati per automotive, tessile e packaging. Riduzione della CO2 del 50%

NSBProject, dagli scarti agroalimentari i biopolimeri del futuro di POLYMERS-5B

NSBProject, biocatalisi e IA per trasformare pomodoro e olive in materiali sostenibili

NSBProject, dagli scarti agroalimentari i biopolimeri del futuro di POLYMERS-5B
NSBProject, dagli scarti agroalimentari i biopolimeri del futuro di POLYMERS-5B

Trasformare gli scarti agroalimentari del Mediterraneo in materiali avanzati per l’industria del futuro. È questo l’obiettivo di POLYMERS5B, il progetto europeo finanziato dalla Circular Biobased Europe Joint Undertaking (CBE JU) che sarà tra i protagonisti di EUBCE 2026 – European Biomass Conference and Exhibition, uno dei principali appuntamenti internazionali dedicati a bioeconomia, biomateriali ed energia da biomasse, che si tiene dal 19 al 22 maggio a L’Aia, nei Paesi Bassi.

In occasione della conferenza, NSBProject – partner del progetto in qualità di Innovation Broker – presenterà i più recenti avanzamenti della ricerca e, soprattutto, i risultati dell’attività di validazione industriale e di analisi competitiva condotta attraverso la metodologia proprietaria AI-driven C-Tech Navigator. L’obiettivo: comprendere dove i nuovi materiali bio-based sviluppati da POLYMERS-5B possano realmente trovare applicazioni industriali competitive rispetto ai polimeri tradizionali e alle altre tecnologie emergenti già presenti sul mercato.

POLYMERS5B è un progetto europeo quadriennale da 5,6 milioni di euro che coinvolge 12 partner europei coordinati dall’Instituto Superior Técnico para a Investigação e o Desenvolvimento (IST-ID) di Lisbona. La ricerca punta a sviluppare nuovi polimeri bio-based attraverso processi di biocatalisi e green chemistry utilizzando scarti dell’industria del pomodoro, residui della filiera dell’olio d’oliva e biomasse lignocellulosiche. A differenza delle bioplastiche tradizionali ottenute da colture dedicate, POLYMERS5B utilizza esclusivamente biomasse di seconda generazione e sottoprodotti agroindustriali, evitando competizione con la filiera alimentare.

Secondo i dati scientifici validati dal progetto, la piattaforma tecnologica – che ha già raggiunto il Technology Readiness Level 5 (TRL5) con produzione pilota riproducibile in batch fino a 15 kg – consente di ottenere materiali con: Riduzione dell’impronta carbonica fino al 50% rispetto agli equivalenti fossili (analisi Cradle-to-Gate); Elevata stabilità termica (Tg ≥ 80°C), ideale per resistere ai processi di stampaggio industriale senza degradarsi; Prestazioni meccaniche strutturali, con un Modulo Elastico (Young’s Modulus) di ≈ 2 GPa, che rende questi polimeri perfettamente comparabili e sostituibili alle plastiche petrolchimiche tradizionali.

Le applicazioni industriali target si concentrano su quattro macro-aree: componenti interni e pannelli per l’automotive, filati ad alta tenacità per il tessile tecnico e la modapackaging flessibile e film barriera idonei al contatto alimentare, e resine funzionali (coatings) per il design e l’arredo. La ricerca è il risultato dell’osservazione e test dei i processi di polimerizzazione enzimatica e chimica verde sviluppati dal team guidato dal professor Luis Fonseca dell’Università di Lisbona, che permettono di ottenere nuovi poliesteri bio-based in condizioni ambientali blande, riducendo l’utilizzo di solventi e sostanze chimiche aggressive.

Uno degli aspetti centrali della presentazione a EUBCE riguarderà il lavoro svolto da NSBProject per analizzare il posizionamento competitivo della tecnologia e identificare gli spazi industriali ancora poco presidiati nel panorama europeo dei biomateriali. Attraverso il modello d’analisi proprietario AIDriven di NSBProject,  C-Tech Navigator, sono stati confrontati i risultati di  POLYMERS5B con le principali tecnologie emergenti già presenti sul mercato, come PEF e PHA, individuando nuove opportunità applicative dove il progetto europeo potrebbe esprimere maggiore competitività industriale.

Molte tecnologie bio-based oggi sul mercato costringono a un compromesso: il PEF garantisce ottime performance ma è ottimizzato quasi solo per il packaging rigido delle bevande, mentre i PHA eccellono nella biodegradabilità ma soffrono i trattamenti termici industriali“, spiegano Andrea Jester, co-founder di NSBProjectRiccardo Varotto, Senior Project Manager. Il lavoro svolto con il nostro intelligence engine C-Tech Navigator ci ha permesso di individuare un vero e proprio Market Gap: uno spazio industriale europeo non presidiato dove i materiali derivati da scarti agroalimentari di POLYMERS5B possono esprimere la massima competitività, unendo sostenibilità radicale, scalabilità e la resistenza strutturale richiesta dall’automotive e dal tessile tecnico. Il punto oggi non è semplicemente produrre una bioplastica da uno scarto, ma mappare il mercato per capire dove quella tecnologia generi reale valore economico e industriale”.

Secondo il progetto, uno dei temi strategici è la possibilità di creare nuove filiere industriali europee basate sulla valorizzazione di residui agricoli oggi scarsamente utilizzati. Dalle evidenze scientifiche presentate da NSBProject in occasione dell’EUBCE emerge che in Europa vengono generate ogni anno circa 120 milioni di tonnellate di scarti agroalimentari potenzialmente valorizzabili come feedstock di seconda generazione.

POLYMERS5B si inserisce nel quadro delle strategie europee sulla bioeconomia e sulla circular economy, che puntano a ridurre la dipendenza da materie prime fossili e a sviluppare materiali più sostenibili e riciclabili per l’industria europea. Il progetto integra, inoltre, i principi europei di “Safe and Sustainable by Design” (SSbD), considerando sicurezza, sostenibilità e circolarità già nelle prime fasi di progettazione dei materiali.

EUBCE – European Biomass Conference and Exhibition – è uno dei principali eventi internazionali dedicati a biomasse, bioeconomia, bioenergia e biomateriali. Organizzata con il supporto della Commissione Europea e delle principali istituzioni scientifiche europee del settore, riunisce ogni anno ricercatori, imprese, policy maker e investitori per presentare le tecnologie più avanzate nel campo della transizione bio-based.

POLYMERS5B è un progetto europeo di ricerca e innovazione finanziato dal Circular Bio-based Europe Joint Undertaking (CBE JU), partenariato pubblico-privato tra Commissione Europea e Bio-based Industries Consortium (BIC). Il progetto, avviato nel 2024 e attivo fino al 2028, coinvolge 12 partner europei e mira a sviluppare polimeri bio-based avanzati da scarti agroalimentari attraverso processi di biocatalisi, green chemistry e bioraffinazione sostenibile.