Il professore attacca con la sottile arma della lucida ironia la showgirl dopo l’ennesimo intervento su vaccini e Anthony Fauci. E lo fa con una stilettata che più che una replica scientifica sembra un numero da prima serata: “Peccato aver perso tempo a fare la ballerina”. Tornando a scontrarsi con Heather Parisi sui temi della medicina e dei vaccini. Il professore contesta alla showgirl l’assenza di competenze scientifiche e ironizza sulla sua improvvisa vocazione da virologa. Una polemica in cui camici, social e vecchi palcoscenici finiscono nello stesso frullatore.
Quando il virologo risponde a passo di danza
Alla barricadera no vax Heather Parisi manca forse soltanto il camice. Per il resto, almeno secondo Bassetti, la conversione da soubrette a commentatrice delle grandi questioni sanitarie procede con sorprendente costanza. Vaccini, virologia, immunologia, Anthony Fauci: argomenti che un tempo richiedevano lauree, specializzazioni e qualche decennio trascorso tra corsie e laboratori. Nell’epoca dei social, evidentemente, può bastare anche una connessione internet.
Senza peli sulla lingua
Bassetti stavolta non sceglie il fioretto. In un post durissimo accusa Parisi di intervenire senza alcuna preparazione specifica e sostiene che certe sue affermazioni contribuiscano ad alimentare disinformazione e ostilità verso il mondo scientifico. Un giudizio del professore, naturalmente, ma espresso con una certa abbondanza di peperoncino. Poi arriva la parte più velenosa. Bassetti immagina infatti il “dolore” della showgirl per aver scoperto, a 66 anni, di avere forse sbagliato carriera: tanti anni trascorsi tra musica, televisione e balletti quando, chissà, il destino la chiamava a discutere di anticorpi neutralizzanti.
Volevo fare la virologa
Il professore le suggerisce persino una via d’uscita: studiare medicina per passione, leggere oppure fare volontariato in ospedale. Insomma, dal casqué al reparto infettivi il passo non è breve, ma la vita riserva sempre una seconda possibilità.
La questione, tolta la glassa sarcastica, resta però seria. I social hanno trasformato ogni argomento specialistico in una gigantesca tavola rotonda dove il titolo di studio è facoltativo e l’opinione obbligatoria. Il risultato è che epidemiologi, attori, medici, cantanti e influencer finiscono spesso nello stesso talk show permanente. Bassetti ha deciso di ricordare che tra avere un’opinione sulla medicina e praticarla esiste ancora una piccola differenza. Più o meno quella che passa tra sapere il testo (non certo illuniato) di Cicale a memoria e saper leggere un trial clinico. E, almeno per ora, nessun algoritmo è riuscito ad abolirla.

