(Adnkronos) – Mare mai così caldo. La temperatura media giornaliera globale della superficie del mare (Sst) ha raggiunto il livello più alto mai registrato, superando il precedente record stabilito nel marzo 2024. Copernicus Climate Change Service (C3S) ha confermato il record: con una temperatura di 21,1 °C il 22 agosto è stato superato il precedente valore massimo di 21,09 °C.
“Sebbene i record giornalieri debbano sempre essere interpretati in un contesto climatico più ampio, questo traguardo è coerente con il continuo riscaldamento a lungo termine degli oceani globali e con l’emergere di un evento El Niño estremo nel Pacifico tropicale”, spiega Copernicus.
“Questo record è un altro chiaro segnale di un oceano sottoposto a crescente stress – avverte Samantha Burgess, responsabile strategica per il Clima presso l’Ecmwf – El Niño sta aggiungendo calore al sistema, ma lo fa in aggiunta a decenni di riscaldamento causato dall’uomo. Con l’aumento continuo delle temperature oceaniche, aumentano anche i rischi per gli ecosistemi marini e le comunità costiere. Le conseguenze sono già visibili: il numero di giorni di ondate di calore marine a livello globale è più che triplicato dall’inizio degli anni ’90, esercitando una pressione crescente sugli ecosistemi marini e sulle comunità che dipendono da essi”.
“La tempistica del record è particolarmente degna di nota – avverte C3S – Le temperature oceaniche globali sono in genere più elevate a marzo e aprile, dopo l’estate australe, eppure questo record è stato raggiunto ad agosto; inoltre, supera anche il precedente valore massimo di agosto, registrato nel 2023, di 20,98 °C. Questo ultimo record giornaliero segue, poi, una serie di valori massimi o quasi mensili di temperatura superficiale del mare osservati nel corso del 2026 nell’oceano extrapolare, a conferma del persistente riscaldamento che interessa gran parte dell’oceano globale”. Il set di dati C3S Era5 risale al 1979.
Secondo l’Organizzazione Meteorologica Mondiale (Omm), si prevede che El Niño si intensificherà nei prossimi mesi, mentre il sistema di previsione stagionale C3S suggerisce che il fenomeno potrebbe raggiungere livelli mai visti da diversi decenni.
L’aumento a lungo termine delle temperature oceaniche ha conseguenze di vasta portata sia per le comunità che per gli ecosistemi – spiega C3S – Un oceano più caldo contribuisce all’innalzamento del livello del mare attraverso l’espansione termica, aumentando i rischi per le comunità costiere e le nazioni insulari a bassa quota. Temperature più elevate aumentano anche la probabilità e l’intensità delle ondate di calore marine, che possono danneggiare ecosistemi chiave come le barriere coralline e le praterie di fanerogame, alterando a loro volta le reti trofiche marine e settori come la pesca e l’acquacoltura.
L’aumento delle temperature oceaniche accresce anche il potenziale di eventi meteorologici estremi. Un oceano più caldo trasferisce più calore e umidità all’atmosfera, intensificando potenzialmente le precipitazioni e alcuni sistemi temporaleschi – evidenzia Copernicus – Inoltre, un oceano più caldo diventa meno efficiente nell’assorbire anidride carbonica dall’atmosfera, indebolendo potenzialmente uno dei più importanti sistemi di protezione naturale del pianeta contro i cambiamenti climatici.


