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Il piano di Alba dorata: cambiare nome per sfuggire alla legge

Il piano di Alba dorata: cambiare nome per sfuggire alla legge
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Alba dorata, il partito neonazista e anti-europeo greco, cambia faccia. Dopo l’arresto dei dirigenti per l’omicidio del cantante Pavlos Fyssas, il movimento potrebbe venire ribattezzato Alba nazionale, un escamotage per aggirare la messa al bando
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Il piano di Alba dorata: cambiare nome per sfuggire alla legge

Di Giulia Marani

In Italia e all’estero i partiti politici cambiano spesso nome per questione di ‘appeal elettorale’. Capita però di rado che venga fatto per sfuggire alla legge. A tentare l’operazione di restyling, in vista delle elezioni europee, è il movimento ellenico di estrema destra Alba Dorata. Il portavoce Ilias Kasidiaris ha annunciato che un secondo partito, dal nome Alba Nazionale (in greco Ethniki Aghi), prenderebbe il posto di Alba Dorata se quest’ultima fosse dichiarata incostituzionale, e quindi sciolta dalle autorità. L’escamotage permetterebbe ai membri dell’organizzazione di presentarsi alle elezioni, aggirando eventuali barriere legislative e ricostruendosi una sorta di verginità politica, almeno di facciata.

“Anche se le autorità continueranno con il loro ‘colpo di Stato’ per vietare Alba Dorata, i patrioti della Grecia avranno comunque un partito da votare alla prossima tornata elettorale” ha detto Kasidiaris nel corso di una manifestazione che ha visto la partecipazione di circa tremila persone, in una zona centrale della capitale. Con queste dichiarazioni i nazionalisti greci tornano a farsi sentire dopo avere mantenuto un basso profilo per alcuni mesi, in seguito all’incarcerazione di sei dei loro diciotto deputati, compreso il leader del movimento Nikos Michaloliakos. Su quest’ultimo, un nostalgico della dittatura militare in vigore fino alla metà degli anni Settanta che ha fondato il primo nucleo di Alba Dorata nel 1980, pesa l’accusa di avere diretto un’organizzazione criminale e paramilitare, dopo la scoperta di prove che collegherebbero alcuni membri del movimento all’assassinio del rapper Pavlos Fyssas, avvenuto lo scorso settembre. A metà gennaio, i media locali hanno diffuso la notizia secondo la quale alcuni file fotografici che testimonierebbero il possesso di armi da guerra da parte di militanti sarebbero stati ritrovati dalla polizia ellenica nell’ambito delle indagini sull’omicidio del musicista. La chiave di volta di un’eventuale messa al bando dell’organizzazione filonazista starebbe proprio in questi due aggettivi, “criminale” e “paramilitare”, dal momento che la Costituzione greca non prevede la possibilità di vietare l’attività di un semplice partito politico.

In un paese messo in difficoltà dalla recessione e strangolato dalle misure di austerity, tuttavia, il consenso cristallizzato intorno ad Alba Dorata – o Nazionale – rimane importante. I neonazisti, che fungono da ricettacolo del malcontento popolare, attingono a piene mani a un ingente serbatoio di elettori disillusi e cittadini schiacciati dalla crisi, conquistati alla causa anche attraverso campagne di distribuzione di derrate alimentari nelle zone più disagiate. Secondo un recente sondaggio pubblicato dal quotidiano Efimerida Ton Syntakton, il dieci per cento degli elettori voterebbe il partito di estrema destra se le elezioni si tenessero a breve. Alba Dorata sarebbe quindi la terza forza politica, dietro alla coalizione della sinistra radicale Syriza e a Nuova Democrazia, il partito dell’attuale premier Samaras.