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Alemanno ad Affari: “Usciremo dall’euro con l’aiuto di Grillo e Lega”

L’INTERVISTA/ “A Bruxelles Fratelli d’Italia cercherà convergenze con Lega e Movimento 5 Stelle perché si arrivi alla dissoluzione dell’euro”. Così Gianni Alemanno, ex sindaco di Roma e candidato per FdI alle Europee, intervistato da Affaritaliani.it. “Dopo il 25 maggio nel Centrodestra si ragioni su un progetto federativo”

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Alemanno, perché ha deciso di candidarsi alle Europee con Fratelli d’Italia?
“Ho raccolto l’appello di Giorgia Meloni che ha chiesto a tutti di mettersi ai remi per superare la sfida del 4%, la soglia di sbarramento alle Europee. Inoltre credo che oggi il Parlamento europeo sia la tribuna principale in cui bisogna difendere gli interessi dell’Italia in una situazione di subalternità europea inaccettabile”.

Qualcuno potrebbe pensare che lei si sia candidato alle Europee perché in patria non c’era più posto…
“Quando ci saranno le elezioni politiche nazionali vedremo se c’è spazio per me oppure no. Le Europee sono la sfida del momento e io affronto questa sfida. In origine non avevo neppure intenzione di candidarmi, ho risposto all’appello della Meloni”.

Uno dei punti del programma di Fratelli d’Italia è l’uscita dall’euro. Un provvedimento drastico, non ci sono delle vie di mezzo per cambiare le cose rimanendo nella moneta unica?
“Il nostro punto di partenza è la rinegoziazione dei trattati economici, come il fiscal compact. Il problema è che fino ad oggi non c’è stata nessuna disponibilità da parte della Germania o di Bruxelles di aprire un dialogo vero”.

Vi sentite messi all’angolo?
“L’unica cosa da fare adesso è dire che siamo pronti ad uscire dall’euro, poi vediamo che cosa succede. Dobbiamo essere consapevoli che l’Italia non si può permettere di seguire questi trattati. Il fiscal compact significa 50 miliardi di euro l’anno di tagli per vent’anni. Significa dire addio definitivamente allo sviluppo”.

Il tema dell’uscita dall’euro è condiviso anche da partiti come quello di Grillo e dalla Lega Nord. A Strasburgo ci può essere una convergenza tra di voi?
“Assolutamente sì. Sono convinto che tutti i parlamentari eurocritici debbano condividere una risoluzione da presentare al Parlamento europeo per una dissoluzione condivisa dell’area euro. La moneta unica potrebbe scomparire per l’uscita unilaterale dell’Italia, ma sarebbe meglio se terminasse per una decisione condivisa di tutti gli Stai”.

Fratelli d’Italia chiede che si esca solo dalla moneta unica o anche dall’Unione europea?
“Solo dall’euro, io sono e rimango europeista. L’euro è uno strumento contro l’Europa che nasce da una accelerazione sbagliata. Pensare di fare una moneta unica prima di aver fatto l’unità fiscale e politica è stato un errore clamoroso. L’Europa deve fare un passo indietro prima di fare due passi avanti”.
 
Renzi ha incontrato i leader di Inghilterra, Francia e Germania. Secondo lei il premier è in grado di guidare un cambiamento in Europa? Riesce ad arginare lo strapotere della Merkel?

“La mia sensazione è che quando Renzi è andato dalla Merkel non sapeva neppure che cosa stava dicendo. L’approccio iniziale è stato disastroso, ha avuto una pacca sulle spalle dopo aver detto ‘signor sì’ a tutte le clausole”.

Berlusconi è ancora credibile come leader del Centrodestra?
“Berlusconi ormai è un punto di riferimento di carattere operativo. Il nostro obiettivo è quello di superare il 4% per sederci al tavolo con gli altri esponenti del centrodestra per fare un nuovo ragionamento di unità”.

Dopo le Europee cercherete di dare vita ad un rassemblement del Centrodestra?
“Vogliamo riprendere a parlare del futuro del centrodestra, cercare di costruire una  federazione, ma dobbiamo farlo su basi paritarie e con regole chiare”.

Che cosa pensa oggi della decisione di fondere An e Forza Italia e dare vita al Pdl? Il predellino è stato un fallimento?
“In teoria era una scelta giusta, in pratica è stata fatta male, è stata fatta a freddo ed è fallita perché non c’erano i presupposti. Perché funzionasse servivano delle regole chiare e un pluralismo effettivo”.

Lei crede che Fini possa avere ancora un futuro all’interno della vostra formazione?
“Non credo. Con le sue posizioni si è posto fuori dall’area politica della destra. Non può avere nessun ruolo di guida politica”.

Poco tempo fa Storace ha siglato un patto con Berlusconi, non era più naturale che si rivolgesse a voi?
“E’ paradossale che lui ci abbia contestato perché non siamo abbastanza di destra e poi va a finire dentro Forza Italia”.