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Aumenta l’immigrazione, la Commissioni punta sui partenariati

La mobilità internazionale è in aumento: per affrontare questa realtà occorre un uso migliore degli strumenti esistenti, quali i partenariati per la mobilità e le norme comuni in materia di visti

Quali sono i progressi realizzati per migliorare la gestione dei flussi migratori e promuovere la mobilità in un ambiente sicuro?
In una relazione adottata oggi, la Commissione analizza i principali sviluppi avvenuti nella politica migratoria esterna dell’UE nel 2012 e nel 2013, e constata che, a due anni dall’avvio dell’approccio globale rinnovato in materia di migrazione e mobilità, sono stati ottenuti risultati importanti nel rafforzamento del dialogo e della cooperazione, riconoscendo d’altra parte che occorre impegnarsi di più per conseguire ulteriori progressi.

La mobilità internazionale è in aumento: per affrontare questa realtà occorrono azioni adeguate alle esigenze e alle priorità di tutti le parti interessate. Ciò richiede un uso migliore degli strumenti esistenti, quali i partenariati per la mobilità e le norme comuni in materia di visti. Occorre inoltre potenziare, laddove possibile, la partecipazione degli Stati membri all’applicazione delle politiche dell’UE.

“Una migrazione gestita bene offre autentici vantaggi a tutte le parti coinvolte, sia ai migranti che ai paesi”, ha dichiarato Cecilia Malmström, Commissaria per gli Affari interni. “Il nostro successo dipende in larga misura dal dialogo e dalla cooperazione con i paesi terzi e le organizzazioni internazionali. I partenariati per la mobilità, gli accordi di facilitazione del rilascio dei visti accompagnati da accordi di riammissione, e le norme comuni in materia di visti rimangono strumenti politici importanti, ma dobbiamo impegnarci ancora di più per favorire la crescita economica e la competitività e per affrontare insieme ai paesi terzi gli aspetti problematici del fenomeno migratorio, come la tratta degli esseri umani e il traffico dei migranti.

I partenariati per la mobilità si sono rivelati strumenti utili per gestire le questioni di migrazione e asilo in modo vantaggioso per entrambe le parti, in quanto stabiliscono una serie di obiettivi politici e formano una struttura in cui inquadrare le discussioni e la cooperazione. Finora sono stati conclusi partenariati per la mobilità con sei paesi: Moldova (2008), Capo Verde (2008), Georgia (2009), Armenia (2011), Marocco (2013) e Azerbaigian (2013). Le discussioni per un partenariato con la Tunisia sono state concluse nel novembre 2013 e la firma è imminente. Nel dicembre 2013 sono inoltre cominciate le discussioni con la Giordania.

Nel complesso, nel biennio 2012-2013 la Commissione ha sostenuto più di 90 progetti legati alla migrazione, per un importo superiore a 200 milioni di euro, in tutte le regioni del mondo in via di sviluppo. Ulteriori risorse finanziarie per l’attuazione dell’approccio globale sono state investite dagli Stati membri dell’Unione.

Anche la protezione dei rifugiati e la tutela dei diritti umani richiedono un maggiore impegno. Ad esempio, l’Ufficio europeo di sostegno per l’asilo (EASO) potrebbe svolgere un ruolo più deciso nell’accrescere le capacità di asilo e accoglienza dei paesi terzi, anche nel quadro di partenariati per la mobilità. Si potrebbe inoltre migliorare l’uso dei programmi di protezione regionale, in particolare aumentando la durata dell’impegno e del finanziamento.

Un miglior coordinamento delle attività di reinsediamento a livello dell’UE e tra gli Stati membri permetterebbe di rispondere in modo più rapido ed efficace alle situazioni di crisi. L’UE dovrebbe mettere a disposizione maggiori risorse per sostenere un maggior numero di posti di reinsediamento/accoglienza umanitaria nel quadro del nuovo Fondo Asilo e migrazione (2014-2020).