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Balneari, a rischio 30mila posti di lavoro. Comi: “Governo negligente”

Balneari, a rischio 30mila posti di lavoro. Comi: “Governo negligente”
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Approvata a Bruxelles una petizione di Federbalneari per tutelare il posto di lavoro di 30mila persone. Comi (FI) ad Affaritaliani.it: “E’ il governo che sarebbe dovuto intervenire”. Il caso

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani

PER CAPIRE – IL CASO DEI BALNEARI

Il Parlamento europeo ha approvato una petizione, presentata da Federbalneari, per intervenire sugli effetti della direttiva Bolkestein, che dal primo gennaio del 2016 manderà all’asta tutte le concessioni demaniali sui litorali italiani.

La direttiva Bolkestein, approvata nel 2006, prevede che i servizi esercitati su suolo pubblico debbano essere aperti alla libera concorrenza a livello europeo. Da queste norme generali ne deriva che i servizi balneari lungo le nostre spiagge, essendo assegnatari di una licenza pubblica, non possano rinnovarsi automaticamente, ma serve invece una gara ad evidenza pubblica. Un’asta insomma.

Il principio è quello di mettere sul mercato le licenze per venderle al prezzo più alto e creare una sana concorrenza per offrire ai bagnanti un servizio migliore. Il problema, dicono i balneari, è che molte famiglie si sono indebitate per sistemare le spiagge, costruire bar, cabine ed aree gioco. Nel caso di un’asta perderebbero tutto.

Inoltre, le aste rischiano di favorire i grandi gruppi alberghieri, che possono pagare cifre più alte, marginalizzando 30 mila famiglie che vivono di questo lavoro da anni.

La colpa di questa situazione, tuttavia, non è della direttiva europea, ma dei governi italiani che si sono susseguiti senza intervenire con delle leggi chiare per regolare il settore, come fatto in altri paesi europei.

Onorevole Comi, lei si batte da anni a fianco dei balneari contro la direttiva Bolkestein. A Bruxelles è stata appena approvata una petizione importante, di che cosa si tratta?
“La petizione, presentata da Federbalneari, pone l’accento sul rischio occupazionale. Ci sono 30 mila famiglie che potrebbero perdere il lavoro, più l’indotto. Inoltre sottolinea l’irragionevolezza di indire gare di evidenza pubblica per le licenze già assegnate. Infatti senza il rinnovo automatico vengono soddisfatte le caratteristiche richieste dalla Bolkestein. Mentre per le spiagge ancora disponibili la petizione chiede di mandarle subito all’asta”.

Il fatto che le concessioni abbiano una durata di 30 anni non è un problema?
“No, sulla durata la Commissione non ha fatto problemi, come invece ha fatto sul rinnovo automatico”.

Quali saranno i prossimi passi?
“Ora attendiamo che la Commissione valuti la petizione e che ci comunichi le sue decisioni”.

Dagli operatori si sono alzate molte critiche nei confronti del governo. C’è stata una negligenza?
“Assolutamente sì, fin dal governo Monti. Inoltre l’attuale esecutivo doveva presentare a dicembre una prima proposta di legge per i balneari, ma non l’ha fatto. In aggiunta bisognerebbe venire a negoziare a Bruxelles una proroga per il 2020, ma Gozi non si è ancora mosso. Il problema è che alcuni nel Pd vogliono l’evidenza pubblica su tutte le concessioni”.

In che senso?
“Come Forza Italia abbiamo presentato degli emendamenti, sostenuti anche da una parte del Pd, per i quali si prevedeva la demanializzazione dell’area commerciale dello stabilimento, come i bar o i ristoranti. Davamo cioè la possibilità al privato di acquistarli, mentre andava ad evidenza pubblica solo la battigia. Questo emendamento è stato però ritirato dal Pd e quindi non abbiamo avuto la maggioranza per farlo approvare”.

Se la Commissione dovesse respingere la petizione, cosa succede?
“Che dal 31 dicembre si andrà all’asta pubblica, senza nessun tipo di regolamentazione”.

Alcuni dicono che verranno favoriti i grandi gruppi del turismo, è così?
“Sì perché chi ha più soldi o chi crea delle cooperative è avvantaggiato”.