Forse pochi sanno che la Costituzione irlandese, scritta nel 1937, definisce come reati punibili dalla legge le “pubblicazioni o dichiarazioni di natura blasfema, sediziosa o indecente”. Una norma, a dire il vero, che non ha visto un’ampia applicazione, ma che risulta quantomeno anacronistica, soprattutto in un momento in cui l’Europa intera si è stretta intorno alla Francia e ai giornalisti di Charlie Hebdo, che pubblicavano vignette blasfeme.
La Convenzione Costituzionale irlandese aveva suggerito l’anno scorso di procedere ad un referendum per eliminare tale norma, ma il primo ministro irlandese, Edna Kenny, ha fatto sapere che nel 2015 non si terrà nessuna consultazione popolare.
Kenny si è giustificato ricordando che quest’anno si terranno referendum anche sui matrimoni tra persone dello stesso sesso e sull’abbassamento del limite di età per votare alle elezioni presidenziali. Secondo il premier è meglio che non si tengano più di due referendum in un giorno.

