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Affari Europei
Boris Johnson presenta la squadra: via i ministri di May, torna Williamson

Boris Johnson, fedelissimi e 'brexiteer' di ferro nel governo

Boris Johnson, nuovo primo ministro britannico, porta con sé a Downing Street un governo interamente concentrato sull'esecuzione della Brexit, un'uscita da fare -ha detto- nella data prevista del 31 ottobre e "senza se e senza ma". Johnson ha promesso di negoziare un accordo "nuovo e migliore" con l'Ue, che garantisca l'uscita dall'Unione ed escluda la clausola "non democratica" del backstop (la clausola di sicurezza destinata a evitare una barriera fisica in Irlanda dopo la Brexit e che è stato il principale ostacolo all'approvazione dell'accordo proposto dalla premier Theresa May). 

Agli Esteri c'è Raab, convinto euroscettico

Johnson, che ha battuto Jeremy Hunt nelle primarie Tory per succedere a May alla guida del partito e del governo, con un brutale colpo di spugna ha licenziato la stragrande maggioranza dei ministri del precedente governo e ha collocato nei principali portafogli suoi fedelissimi e sostenitori di una Brexit a qualsiasi prezzo. Nuovo ministro degli Esteri è Dominic Raab, che aveva rassegnato le dimissioni dall'esecutivo May per le sue presunte concessioni a Bruxelles. A capo del ministero per il ritiro dell'Ue ha posto Stephen Barclay.

Il musulmano Javid ministro dell'Economia, il filo Israele Patel agli Interni

L'ex banchiere Sajid Javid, nato in Gran Bretagna da famiglia di pakistani immigrati negli anni '60, figlio di un conducente di autobus, fino ad ora all'Interno, ha ottenuto il prestigioso ministero dell'Economia. Al suo posto andrà Priti Patel, figli di immigrati indiani, fedele euroscettica che era finita nella bufera per contatti non dichiarati con alti funzionari israeliani. Ben Wallace, che ha sostenuto Johnson nella campagna per la leadership Tory, va alla Difesa, e Michael Gove viene premiato con la posizione di 'numero due' dell'esecutivo.

Nel team anche il capo della campagna pro Brexit

In più il nuovo primo ministro ha anche nominato consulente personale Dominic Cummings, il controverso 'architetto' della campagna Leave per la Brexit, nel referendum del giugno 2016. Gli viene attribuito lo slogan della campagna per lasciare l'Ue ("Recuperare il controllo") e anche l'affermazione, che in seguito si e' rivelata falsa, che il Regno Unito dava circa 350 milioni di sterline (392 milioni di euro) a settimana all'Unione Europea che potevano essere investiti nella salute pubblica. A marzo ha rifiutato di testimoniare in un'indagine parlamentare sulle 'fake news' e l'uso dei dati personali dei cittadini nella campagna per il referendum, campagna che poi è stata multata con 61 mila sterline (68 mila euro) per aver violato la legislazione elettorale.

Torna anche Williamson, cacciato da May per il caso Huawei

Appena due mesi dopo essere stato licenziato dal governo perché accusato di aver diffuso delle notizie riservate, Gavin Williamson rientra nell'esecutivo: è stato nominato dal neopremier Boris Johnson ministro per l'istruzione. L'ex ministro della Difesa era rimasto invischiato nel caso Huawei ed era stato allontanato da Theresa May.

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