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Idrogeno, Osservatorio 2025 Intesa Sanpaolo - H2IT: investimenti in crescita nel 2026
De Felice (Intesa Sanpaolo): "In un contesto caratterizzato da costi elevati e incertezza, le imprese continuano a investire e si attendono un ulteriore aumento degli impieghi finanziari"

Idrogeno, Osservatorio 2025 Intesa Sanpaolo - H2IT: investimenti in crescita nel 2026 per l’85% delle imprese del settore
Il 58% delle aziende italiane attive nella filiera dell’idrogeno registra già ricavi derivanti dalle attività legate a questo settore, percentuale che sale al 66% se si considerano solo le imprese manifatturiere. Per oltre la metà delle realtà coinvolte, gli investimenti dedicati all’idrogeno superano il 10% del totale, con valori ancora più elevati tra le PMI e le aziende del manifatturiero. La filiera italiana mostra inoltre un profilo tecnologico avanzato: quasi un terzo delle aziende ha depositato o è in procinto di depositare brevetti, mentre è diffusa l’adozione di tecnologie digitali. Questi dati emergono dall’Osservatorio 2025 sull’idrogeno in Italia, intitolato “Dal consolidamento industriale alla creazione del mercato: una nuova fase per un ecosistema innovativo in evoluzione”, presentato oggi a Milano e realizzato dal Research Department di Intesa Sanpaolo in collaborazione con H2IT – Associazione Italiana Idrogeno, nell’ambito del Memorandum of Understanding tra H2IT e Intesa Sanpaolo Innovation Center. L’indagine ha coinvolto 79 imprese della filiera dell’idrogeno, identificate tramite una mappatura basata su diverse fonti informative.
Nonostante si tratti di un settore relativamente giovane, con una presenza media di otto anni, la filiera italiana dell’idrogeno evidenzia segnali di crescente maturità industriale. Competenze consolidate emergono soprattutto nel comparto manifatturiero, dove circa un quarto delle imprese opera nel settore da oltre dieci anni. Queste aziende mostrano un buon livello di integrazione verticale, operando in media in cinque segmenti della filiera, e le attività svolte coprono l’intera catena del valore, dalla produzione di impianti, componentistica e tecnologie, ai servizi di ingegneria, fino alle applicazioni industriali e alla mobilità. La filiera è inoltre ben radicata nei mercati internazionali: il fatturato derivante da clienti esteri rappresenta il 46% del totale, quota che raggiunge il 60% tra le imprese manifatturiere. Rispetto alla precedente edizione dell’Osservatorio, cresce il peso delle iniziative legate all’idrogeno all’interno dei modelli di business aziendali e si rafforzano le aspettative di crescita dei ricavi entro il 2026.
Anche in un contesto caratterizzato da incertezza, le prospettive delle aziende restano positive: oltre il 90% prevede un aumento del fatturato entro il 2026. Tra le imprese manifatturiere, il 32% stima un incremento compreso tra il 10 e il 50%, mentre le aziende di servizi mostrano previsioni più caute, con solo il 15% che prevede una crescita simile e più della metà che si attende aumenti marginali. Le prospettive sugli investimenti risultano altrettanto favorevoli: l’85% delle aziende prevede un incremento degli impegni finanziari entro il 2026, con oltre un quarto che attende una crescita significativa superiore al 25%. La pipeline progettuale appare solida, con circa il 70% delle imprese che dichiara progetti in fase avanzata e un 25% con iniziative già in costruzione, in linea con le scadenze del PNRR. Il settore sta dunque progressivamente passando da una fase di sperimentazione a una fase di realizzazione industriale.
L’Osservatorio mette in luce un ecosistema tecnologico avanzato e fortemente orientato all’innovazione. Il 70% delle imprese dispone di un reparto interno di Ricerca e Sviluppo e il 65% investe in percorsi di formazione specifici sull’idrogeno, con una crescente domanda di figure tecniche e junior. L’adozione di tecnologie digitali e Industria 4.0 – tra cui cloud, intelligenza artificiale, IoT e sistemi di integrazione dei dati – è diffusa: circa tre quarti delle aziende ha implementato almeno una tecnologia 4.0. Sul fronte finanziario, prevale l’autofinanziamento, ma cresce anche il ricorso ai fondi pubblici: la quota media passa dal 22% al 37% tra le due edizioni dell’Osservatorio, a riflesso del maggior volume di risorse disponibili per il settore negli ultimi anni. Circa due terzi delle imprese ha partecipato ad almeno un bando pubblico a livello regionale, nazionale o europeo, registrando un alto tasso di aggiudicazione.
Non mancano tuttavia criticità e ostacoli: la domanda ancora debole e un quadro normativo percepito come non del tutto chiaro rappresentano limiti allo sviluppo della filiera. Le aziende indicano come priorità il rafforzamento degli strumenti a sostegno della domanda e la definizione di una strategia nazionale più strutturata. La maggior parte delle imprese ritiene raggiungibili gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato Energia e Clima (PNIEC) al 2030, ma solo in presenza di interventi di policy significativi. Nel complesso, emerge un quadro di un ecosistema industriale in espansione, con solide basi tecnologiche e una crescente capacità di trasformare i progetti in iniziative concrete.
Per Alberto Dossi, Presidente di H2IT: "L’Osservatorio Idrogeno, realizzato da H2IT insieme a Intesa Sanpaolo, ci permette di misurare l’evoluzione della filiera italiana dell’idrogeno, e oggi restituisce una fotografia chiara: l’Italia sta costruendo un ecosistema solido, competitivo e capace di confrontarsi con i principali Paesi europei. H2IT rappresenta l’intera catena del valore dell’idrogeno: produzione, infrastrutture di trasporto e distribuzioni, sistemi di stoccaggio, componentistica, tecnologie, applicazioni industriali e di mobilità. Una filiera che non è più emergente, ma già pienamente operativa e con una forte identità industriale italiana. L’Osservatorio 2025 conferma che non siamo più nella fase della sperimentazione. Siamo, finalmente, nella fase di creazione della domanda, ma occorre fare attenzione perché le sfide per la costruzione di un mercato dell’idrogeno sono ancora tante; viviamo una fase normativa decisiva per il futuro dell’idrogeno in Italia. Crediamo sia indispensabile un equilibrio tra ambizione climatica e competitività industriale. La direzione europea indicata dal Clean Industrial Deal va in questa direzione: consolidare filiere strategiche, rafforzare la sovranità tecnologica, creare valore in Europa. La visione che vogliamo promuovere, come H2IT e attraverso anche questo Osservatorio, è quella di un’Italia che guida la transizione con competenza e ambizione; che investe nella propria filiera tecnologica; che vede nella sostenibilità un fattore di crescita e non un vincolo".
Gregorio De Felice, Chief Economist di Intesa Sanpaolo, aggiunge: “La seconda edizione dell’Osservatorio, sviluppata in collaborazione con H2IT e Intesa Sanpaolo Innovation Center, evidenzia la presenza in Italia di una filiera dell’idrogeno più strutturata rispetto all’edizione del 2023: due terzi delle aziende manifatturiere generano già ricavi dal settore e confermano una buona proiezione sui mercati internazionali; una parte rilevante dei ricavi legati all’idrogeno proviene da clienti esteri. In un contesto caratterizzato da costi elevati e incertezza, le imprese continuano a investire e si attendono un ulteriore aumento degli impieghi finanziari nel 2026, con un forte orientamento all’innovazione tecnologica e allo sviluppo di soluzioni a maggiore maturità industriale. Le opportunità di business e la transizione energetica emergono come principali driver degli investimenti delle imprese, confermando come la transizione possa rappresentare anche un’importante opportunità industriale per il sistema produttivo italiano. L’evoluzione del settore resta tuttavia ancora fortemente orientata alla creazione dell’offerta: lo sviluppo della domanda sarà il fattore chiave per la nascita di un vero e proprio mercato dell’idrogeno”.
All’incontro hanno partecipato anche Augusto De Castro, Direttore Generale di MADE Competence Center Industria 4.0; Letizia Borgomeo, Economist del Research Department di Intesa Sanpaolo; Giulia Monteleone, Direttrice del Dipartimento Tecnologie Energetiche e Fonti Rinnovabili di ENEA; Giorgio Maione, Assessore all’Ambiente e Clima della Regione Lombardia; Riccardo Dutto, Head of Industry Infrastructure di Intesa Sanpaolo; Luca Marsili, Officer Industry & Sustainability di Hydrogen Europe; Stefania Vigna, Head of Innovation Intelligence di Intesa Sanpaolo Innovation Center; Roberto Tatò, Dirigente Responsabile Divisione III - Energia e imprese, economia e tecnologie verdi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy; e Cristina Maggi, Direttrice di H2IT.
