Birkenstock rivede al rialzo le previsioni per il 2026 dopo un terzo trimestre con vendite in crescita a 720 milioni di euro. L’utile netto scende a 110 milioni, condizionato da 22 milioni di oneri legati al buyback e al rifinanziamento delle obbligazioni.
Ricavi a 720 milioni, riacquisto azioni da 230 milioni e nuove previsioni sull’Ebitda
Birkenstock alza le previsioni per l’intero esercizio fiscale 2026 dopo aver chiuso il terzo trimestre con ricavi per 720 milioni di euro, in aumento del 13% rispetto all’anno precedente e del 15% a cambi costanti. Il gruppo prevede ora una crescita annuale del fatturato del 15% a parità di valuta, con i ricavi riportati nella parte alta dell’intervallo compreso tra 2,3 e 2,35 miliardi di euro.
Sale anche l’obiettivo sull’Ebitda rettificato, atteso ad almeno 710 milioni di euro. Il margine Ebitda rettificato viene indicato tra il 30,2% e il 30,5%, rispetto alla precedente forchetta del 30%-30,5%. Resta invece invariata la previsione sull’utile per azione rettificato, compreso tra 1,90 e 2,05 euro, già calcolato includendo gli effetti di dazi, cambi, fiscalità e del riacquisto accelerato di azioni completato dalla società.
Il trimestre presenta però un segno opposto sul risultato netto. L’utile è sceso del 15% a 110 milioni di euro, principalmente per 22 milioni di euro di oneri non ricorrenti e non monetari associati al riacquisto accelerato delle azioni e al rifinanziamento delle obbligazioni senior.
Sul capitale, Birkenstock ha completato il 30 giugno 2026 un riacquisto accelerato da 230 milioni di euro, che ha ridotto di 6 milioni il numero delle azioni in circolazione. Il gruppo ha inoltre rifinanziato e aumentato il volume delle proprie obbligazioni senior, operazione che secondo il management lascia ulteriore liquidità disponibile per eventuali nuovi buyback.
Oliver Reichert, ceo di Birkenstock, ha commentato: “Abbiamo registrato risultati eccezionali nel terzo trimestre, dimostrando ancora una volta la forza del nostro marchio. Alla luce di questo slancio costante, rivediamo al rialzo le nostre previsioni per l’anno fiscale 2026, portando la crescita del fatturato al 15% e l’EBITDA rettificato ad almeno 710 milioni di euro. Continuiamo a operare come previsto in tutti i settori di attività. La crescita del canale direct-to-consumer ha subito un’accelerazione, superando quella del B2B nel trimestre, sostenuta dagli investimenti che stiamo effettuando sia nella rete di negozi propri che nel nostro business digitale. L’area EMEA ha registrato risultati solidi e l’APAC rimane sulla buona strada per crescere a un ritmo doppio rispetto agli altri segmenti per l’intero anno. La nostra quota di mercato nel segmento delle calzature chiuse continua ad espandersi, trainata dalle novità sia nel settore degli zoccoli che in quello delle scarpe. È importante sottolineare che stiamo ottenendo tutti questi risultati mantenendo il nostro profilo di margini molto solido e la generazione di liquidità. A dimostrazione della nostra fiducia nella crescita duratura, durante il trimestre abbiamo riacquistato azioni per un valore di 230 milioni di euro e abbiamo rifinanziato e aumentato il volume delle nostre obbligazioni senior a tassi molto favorevoli. La liquidità aggiuntiva ci fornisce la disponibilità necessaria per riacquistare ulteriori azioni”.
La crescita del direct-to-consumer ha quindi superato quella del B2B nel trimestre, mentre il management indica l’Asia-Pacifico in traiettoria per crescere nell’intero anno a un ritmo doppio rispetto agli altri segmenti. Birkenstock segnala anche un’espansione della quota nelle calzature chiuse, sostenuta dalle novità negli zoccoli e nelle scarpe.
La performance operativa convive con una Borsa ancora negativa sul medio periodo. Le azioni Birkenstock hanno perso il 10% dall’inizio del 2026 e il 25% negli ultimi dodici mesi.

