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Brexit, eurodeputati inglesi nel limbo. Chiesto il ruolo di ‘osservatori’

Dopo la Brexit gli eurodeputati inglesi vivono in un limbo. Alcuni vorrebbero privarli del diritto di voto e sottrargli le poltrone di peso, ma Schulz…

Brexit, eurodeputati inglesi nel limbo. Chiesto il ruolo di ‘osservatori’
eurodeputati inglesi

La sessione Plenaria del Parlamento europeo si é conclusa questa settimana e il tema sulla bocca di tutti, deputati e assistenti, é stata la Brexit. Il popolo britannico ha votato perché la Gran Bretagna lasci l’Unione europea, ma durante la prima seduta comune post-referendum, i deputati inglesi si sono chiesti che cosa ne sarebbe stato di loro.

Ai deputati inglesi il ruolo di ‘osservatori’

In molti infatti vorrebbero che gli eurodeputati britannici lasciassero il loro posto. Alcuni deputati hanno chiesto a Martin Schulz di togliere il diritto di voto ai colleghi inglesi lasciandogli il ruolo di ‘osservatori’. ‘Come possiamo fare votare i mep inglesi su delle norme che non verranno applicate nel loro paese?’ é la domanda che si fanno tutti.

Schulz: nessun cambiamento dopo la Brexit

Schulz ha peró respinto al mittente ogni richiesta. Nessuno puó privare del diritto di voto un deputato, soprattutto se si considera che da Londra non é arrivata nessuna richiesta formale di uscita dall’Unione europea. Il voto c’é stato, é vero, ma si tratta di un referendum consultivo, che non pone di fatto nessun vincolo al governo, se non di tipo politico.

Ininfluente il voto in Plenaria

Le questioni aperte sono principalmente due. Prima di tutto le votazioni in Plenaria, in cui i 73 eurodeputati inglesi sono importanti, anche se non fondamentali. Per la maggior parte non siedono infatti tra le file del Ppe e S&D, i due gruppi su cui si regge la maggioranza.

Nelle mani dei deputati inglesi dossier importanti

C’é poi la questione delle cariche. I deputati britannici hanno posti di rilievo. Claude Moraes presiede la commissione Libertà civili, mentre Vicky Ford é presidente della Commissione mercato interno. Due posizioni di peso, che potrebbero influenzare dossier rilevanti. Ci sono poi tutti i ‘rapporteur’, i deputati cioé che sono relatori per i singoli provvedimenti. Ruoli fondamentali che ora molti deputati vorrebbero sottrarre ai colleghi britannici.

Nessuno segue l’esempio di Hill

Legalmente non si puó fare nulla e gli stessi deputati inglesi non vogliono fare il passo indietro fatto da Jonathan Hill, il commissario ai servizi finanziari, che si é dimesso dopo la Brexit. ‘Noi siamo stati eletti direttamente dal popolo britannico per curare i loro interessi, non possiamo abdicare a questo compito’, é il commento piú comune tra i mep.

Dal governo inglese l’ordine di scuderia: andare avanti cosí

Continuare a lavorare ‘business as usual’. É questo l’ordine di scuderia impartito dal governo inglese ai deputati. La Brexit ci sará, ma la strada é ancora lunga: almeno due anni, ma verosimilmente saranno molti di piú. E in questo lasso di tempo saranno molti i dossier che dovranno essere adottati. Per i deputati inglesi si tratta di avere l’opportunità di difendere gli interessi dell’Inghilterra ancora un po’.