Tutti i cittadini europei che vorranno entrare in Gran Bretagna per cercare lavoro o fare affari dovranno essere schedati alla dogana e tra le procedure approvate dal governo c’é anche quella dello scanner facciale. La Gran Bretagna si prepara al dopo Brexit e per ragioni di sicurezza ha deciso di introdurre una vera e propria schedatura di tutte le persone che varcheranno i suoi confini, turisti europei esclusi.
Schedatura facciale di tutte le persone in ingresso
All’inizio si é presa in considerazione l’ipotesi di prendere le impronte digitali a tutte le persone in ingresso, ma questa ipotesi é stata scartata perché avrebbe accresciuto ancora di piú la tensione con Bruxelles e le altre capitali europee. Ecco allora l’idea dello scanner facciale. Alla dogana ogni postazione di controllo avrà una fotocamera, si guarda l’obiettivo e con un clik la propria immagine viene salvata e vengono digitalizzati i tratti distintivi del volto. In caso di necessità agli inquirenti basterà così sottoporre al cervellone della Homeland security una foto, magari presa da una camera di sicurezza, per confrontarla con le migliaia in archivio. Un po’ come succede da anni negli Usa.
Trattative in salita per May, opposizione di Parigi e Berlino
Intanto é arrivata una doccia fredda di Germania e Francia sulla proposta, lanciata una settimana fa a Firenze da Theresa May, di adottare un periodo di transizione di due anni post-Brexit. Lo rivela il Financial Times, secondo il quale Berlino e Parigi sono contrarie e intendono chiarire prima le condizioni del divorzio. A Firenze Angela Merkel e Theresa May sembravano aver trovato un terreno comune per il negoziato, sulla base dei due anni di transizione, durante i quali Londra avrebbe continuato a versare i contributi in modo che gli altri Stati membri non avessero ripercussioni ne’ dovessero aumentare il proprio budget a Bruxelles. Tuttavia il Ft sostiene che venerdí a Bruxelles, nel corso di una riunione degli ambasciatori dei 27 Paesi membri, il capo negoziatore Ue, Michel Barnier avrebbe aperto alla proposta di Londra, ma Parigi, Berlino e un gruppo di Paesi vicini alla Germania, si sarebbero schierati conto, prospettando un negoziato che non prescindesse dai termini del divorzio, senza concessioni a Londra.
Francia e Germania contro Londra
“Non siamo qui per salvare i Tory” avrebbe dichiarato, secondo il Ft, un ambasciatore Ue ai suoi colleghi. Alcuni diplomatici ritengono che l’indurimento di Berlino sarebbe tattico, finalizzato ad abbassare la soglia delle aspettative in attesa di un vertice dei leader dell’Ue, dove si ricercherebbe un ammorbidimento. Barnier ritiene che l’eventuale vertice dei leader Ue potrebbe tenersi questo mese, e rappresenterebbe un primo passo verso un possibile accordo a dicembre, anche se in questa prospettiva tutti gli scenari restano ancora aperti.

