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Bruxelles verso una proroga alla Francia. Vincolo del 3% spostato al 2018

Bruxelles verso una proroga alla Francia. Vincolo del 3% spostato al 2018
Francois Hollande (1)
Il 27 febbraio arriverà il giudizio di Bruxelles sui conti francesi. Parigi sforerà il tetto del 3% anche nel 2015, ma l’Ue potrebbe accordargli una proroga fino al 2018, dopo le elezioni presidenziali, ma con la promessa di riforme incisive

I conti pubblici francesi non sono in ordine, tanto che nelle cancellerie europee c’è la consapevolezza che il vero malato d’Europa non è la Grecia, ma al Francia, che rischia davvero di mandare gambe all’aria l’Eurozona.

Il 27 febbraio la Commissione europea darà un giudizio sulle Leggi di stabilità e le riforme francesi, italiane e belghe. Particolare attenzione viene posta sul rispetto del tetto del 3% del deficit, limite massimo imposto dai trattati fin da Maastricht.

Inutile dire che Parigi non ce la farà a rispettare questo vincolo, ma da Bruxelles, invece delle sanzioni, potrebbero arrivare una proroga, oltre a quella già avuta negli anni passati. Le ragioni di questo atteggiamento di Bruxelles sono due.

Primo, il governo Hollande sta facendo alcune riforme importanti che non vogliono essere scoraggiate. Anzi, la Commissione chiede che se ne facciano altre e più incisive. Il governo sta approvando la legge Mcron sulle liberalizzazioni. Ma in cantiere dovrebbero presto essere messe anche la riforma della Giustizia e del mercato del lavoro.

E poi ci sono le elezioni del 2017. La Commissione non può dare a Parigi una proroga di una anno perché non sarebbe credibile, ma neppure di due, perché si finirebbe per interferire nella campagna elettorale. Il 2018 è perfetto, dà il tempo a Parigi di riformarsi e vincola il nuovo inquilino dell’Eliso.