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Cala l’avversione inglese per l’Europa. Il 57% vuole l’Uk in Ue. Guai per Farage

Cala l’avversione inglese per l’Europa. Il 57% vuole l’Uk in Ue. Guai per Farage
londra inglese
Gli inglesi cambiano opinione: non più uscita dall’Europa, ma una nuova partnership tra Londra e Bruxelles. Ad incidere è stata la campagna pro-Ue di manager e industriali, oltre all’economia in crescita. E ad avere problemi ora è l’Ukip

Il 57% dei cittadini britannici è a favore della permanenza di Londra nell’Unione europea, la percentuale più alta mai emersa da un sondaggio, ma al tempo stesso c’è una forte volontà di ricontrattare le condizioni di appartenenza con Bruxelles.

E’ il risultato di un rilevamento realizzato da British Attitudes Survey e pubblicato dal Daily Mail. Il sondaggio ha evidenziato che solo un 35% vorrebbe lasciare l’Ue, opzione che il premier David Cameron ha promesso di sottoporre a referendum se sarà rieletto, ma un 70% chiede una riduzione dei poteri dell’Ue e una maggiore capacità di contrattazione da parte del governo britannico, soprattutto in campi quali il welfare e il mercato del lavoro.

L’Ue è fra i temi al centro della campagna elettorale che partirà ufficialmente lunedì 30 marzo, in vista delle elezioni politiche del 7 maggio. A favore della permanenza dell’Inghilterra nell’Unione europea si sono schierati i top manager della City che temono contraccolpi in caso di Brexit. Ma anche gli industriali che hanno paura che la Gran Bretagna venga lasciata fuori dall’area di libero scambio di cui fanno parte i Ventotto.

Le dichiarazioni del mondo economico, sommate ad una economia in salute che continua a crescere, hanno fatto retrocedere molti inglesi che temono di mettere in discussione il loro livello di benessere a causa di una questione di principio. Si spiega così anche la richiesta di rivedere i rapporti con Bruxelles: insomma, meno Europa, ma pur sempre Europa.

In questo scenario ad avere qualche problema potrebbe ora essere Nigel Farage, il leader del partito indipendentista Ukip. L’eurodeputato ha sempre fatto della lotta a Bruxelles il suo cavallo di battaglia e ora che gli inglesi stanno cambiando opinione sull’Ue rischia di rimanere a secco di voti.