Di Tommaso Cinquemani
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Mentre Renzi incontra i capi di Stato e di governo d’Europa per cercare una quadra sulla nuova direzione da dare all’Europa, all’interno del Pd si è già aperto il totonomine per chi sarà scelto come capodelegazione a Strasburgo. Il capogruppo, insomma, colui che avrà l’onere e l’onore di coordinare i deputati europei.
Nella scorsa legislatura era stato scelto David Sassoli. L’ex conduttore del TG1 si era distinto per aver fatto il pieno di preferenze, ben 400mila. Un record che gli aveva spianato la strada. A questa tornata elettorale Sassoli ha dimezzato i suoi voti piazzandosi comunque a quota 200mila. Un bel bottino che sommato al fatto di essere “della corrente giusta”, come dice qualcuno, potrebbe fargli sperare in una riconferma.
Ma l’anchorman della Rai ha un rivale. Si chiama Simona Bonafé, la vera rivelazione di queste elezioni. La deputata, 41 anni, nata a Varese e assessore al comune di Scandicci, in Toscana, è una fedelissima del segretario democratico. Lo stesso Renzi fece da testimone al matrimonio tra la Bonafé e il marito, un ingegnere. A capo dell’organizzazione delle primarie del 2012, la Bonafé aveva passato un periodo di magra, messa nell’ombra da personalità più forti e fotogeniche. Poi la scelta di Renzi di candidarla alle Europee (malelingue dicono semplicemente per il fatto di essere donna). E il botto, 288mila preferenze, la più votata in tutta Italia. Una carta che le permetterebbe di aspirare legittimamente alla carica di capodelegazione.









