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Da sabato nuova etichetta europea sugli alimenti

Dal 13 dicembre entrerà in vigore il nuovo regolamento europeo sulla etichettatura degli alimenti. Sarà obbligatorio scrivere gli ingredienti dei cibi segnalando in maniera ben visibile la presenza di allergeni. “Una tutela per i consumatori”, spiega il commissario per la Sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis. Ma per il Codacons è solo un costo per gli esercenti

Da sabato 13 dicembre entrerà in vigore il regolamento comunitario 1169/2011 che uniforma l’etichettatura degli alimenti nei paesi Ue affinché il consumatore riceva informazioni essenziali, leggibili e comprensibili per effettuare acquisti consapevoli.

Con la nuova normativa, spiega il commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare, Vytenis Andriukaitis, “le informazioni chiave sulla composizione del prodotto acquistato, appariranno in modo più leggibile sulle etichette e questo permetterà ai consumatori di fare delle scelte consapevoli al momento dell’acquisto di un alimento”. Inoltre, “le nuove regole porranno il consumatore in primo piano, forniranno delle informazioni più chiare ai cittadini, in una maniera che é gestibile per le imprese”.

“Nuove regole sicuramente favorevoli ai consumatori, ma che nascondono anche insidie e criticità tali da rendere inapplicabili alcune misure della nuova normativa – afferma il Codacons- In particolare l’obbligo per ristoranti, mense, bar, gelaterie, pasticcerie, bancarelle, di indicare nei menu tutti gli ingredienti dei piatti serviti allo scopo di segnalare la presenza di sostanze che provocano intolleranze, scatenerà un vero e proprio caos nel settore della ristorazione – denuncia l’associazione – Si pensi ad esempio a quei locali che cambiano di giorno in giorno i menu, elaborando i piatti sulla base delle materie prime disponibili quotidianamente. O ai catering e ai buffet, nei quali sono presenti centinaia di prodotti diversi. Riscrivere i menu comporterà inevitabili costi per gli esercenti, che con ogni probabilità verranno scaricati sui consumatori”.

“Le nuove regole non potranno garantire totalmente la salute degli utenti – spiega inoltre il presidente Carlo Rienzi – Questo perché è materialmente impossibile evitare possibili contaminazioni all’interno delle cucine dove vengono preparate le pietanze, attraverso cibi che entrano in contatto tra loro. Per tale motivo il regolamento comunitario, per quanto concerne la ristorazione, rischia di tradursi in una misura abnorme, costosa e inapplicabile. Ciò che serve, invece, è indicare sulle confezioni dei prodotti alimentari la provenienza delle materie prime, per tutelare le produzioni italiane e far sapere ai consumatori da dove vengono i cibi che si mettono in tavola”.