La Politica agricola comune (Pac) è il più grande programma dell’Unione europea e assorbe oltre un terzo del budget comunitario. Soldi usati per aiutare i contadini, gli allevatori, ma non solo. Risorse importanti, che per una azienda arrivano a costituire il 20 per cento del reddito.
I tagli al budget Ue hanno però messo in crisi Bruxelles che ora ha bisogno di reperire nuove risorse da destinare a progetti di ricerca, ad aiuti alle Pmi, alle infrastrutture energetiche e, non ultimo, alla lotta contro ebola.
La Commissione ha perciò proposto di tagliare di 448,5 milioni di euro il budget della Pac per il 2015. Una decisione che ha mandato su tutte le furie gli agricoltori e i governi di 22 Stati che hanno inviato una lettera chiedendo che queste risorse vengano utilizzate per indennizzare quegli agricoltori che hanno subito delle perdite a causa dell’embargo russo sui prodotti alimentari.
Le aziende agricole avevano già ricevuto 344 milioni di euro a causa delle politiche di Mosca, soldi che erano già stati prelevati da un fondo per le emergenze destinato all’anno prossimo. Insomma, il bilancio per il 2015, dicono le associazioni di categorie, è già stato saccheggiato. Secondo la Commissione però, i 448,5 milioni di euro saranno ripianati dalle multe per lo sforamento delle quote latte e altre sanzioni che verranno versati da qui a fine 2015.
La palla passa ora al Consiglio e al Parlamento europeo, che entro il 15 novembre dovranno trovare un accordo sull’utilizzo dei fondi. La commissione Agricoltura di Strasburgo ha già dichiarato battaglia contro la proposta della Commissione. “E’ inaccettabile prendere questi soldi dalle tasche degli agricoltori”, ha dichiarato il presidente della commissione Paolo De Castro, sottolineando che “la Pac è già stata trattata come un bancomat più di una volta”.
“Auspico che la Commissione voglia ascoltare un tema serissimo come quello che noi abbiamo posto”, ha dichiarato il ministro dell’Agricoltura Martina. “L’agricoltura non può pagare due volte la crisi generata da questo blocco dell’import russo. E quindi spero che si riescano a modificare le cose in meglio”.
