Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » Affari Europei » Efsi, il piano Juncker parte in salita. Ministri Ue divisi sulla governance

Efsi, il piano Juncker parte in salita. Ministri Ue divisi sulla governance

Efsi, il piano Juncker parte in salita. Ministri Ue divisi sulla governance
Jeroen Dijsselbloem 500
Dall’Ecofin critiche al Fondo strategico da 315 miliardi voluto da Juncker. Per Dijsselbloem e Schaeuble bisogna evitare che gli Stati possano influenzare le decisioni del board. A rischio il varo previsto per l’estate

La creazione del Fondo europeo per gli investimenti strategici (Efsi) parte in salita. Dall’Ecofin che si è tenuto a Bruxelles sono emerse diverse critiche al progetto di Juncker, soprattutto per quanto riguarda la governance del Fondo.

Wolfgang Schaeuble, il potente ministro delle Finanze tedesco, ha sottolineato come gli Stati membri non dovrebbero “essere rappresentati in quella sede”. Il ministro si riferisce al Consiglio direttivo del Fondo, che potrebbe avere tra i suoi membri gli Stati (nel caso in cui questi partecipino con capitali aggiuntivi) e che ha il potere di influenzare la decisione sui progetti da finanziare.

Dello stesso parere è anche il ministro delle finanze spagnolo, Luis De Guindos secondo cui l’organizzazione dell’Efsi “è ambigua su temi chiave, che vengono rimandati a un accordo futuro”. Ad esempio, “la governance del fondo, l’interazione con la Bei e i termini con cui gli Stati membri possono contribuire ai progetti”.

Secondo i progetti della Commissione il Fondo dovrebbe avere il via libera dell’Ecofin a marzo, a giugno quello del Parlamento e ricevere l’ok finale dei governi entro luglio. Con i primi progetti finanziati a settembre. Ora questo calendario sembra a rischio.

La preoccupazione di molti governi è che il Fondo possa essere pilotato per andare a finanziare progetti non strategici per l’Unione e anti-economici. L’Italia, su questo punto, ha una pessima fama a Bruxelles e viene accusata spesso di utilizzare male e per questioni clientelari i soldi provenienti dall’Ue.

A muovere critiche al fondo è stato anche Dijsselbloem. Il presidente dell’Eurogruppo ha ricordato come gli organi dell’Efsi siano una inutile duplicazione di quelli della Bei, che da anni si occupa di finanziare le grandi opere in tutta l’Europa. “La Banca europea ha già una grande esperienza nello sfruttare questo tipo di strumenti. Per quale motivo abbiamo bisogno di un nuovo comitato direttivo?”, ha ricordato il presidente Dijsselbloem.

Di Tommaso Cinquemani
@Tommaso5mani