La sconfitta dei socialisti in Francia è solo l’ultima tappa di un percorso di disgregazione delle sinistre europee che va avanti da alcuni anni. A parte alcuni casi, come quello italiano, i partiti di sinistra moderati sono all’angolo, schiacciati dai radicalismi, anche di destra.
A sintetizzarlo bene è stato Nichi Vendola. Il leader di Sel ha infatti affermato che “dopo il suicidio del Pasok, ora assistiamo al suicidio del Partito Socialista Francese. E’ l’intero campo del socialismo europeo che rischia l’osso del collo. Essere complici delle politiche liberiste, di austerity e antisociali di Bruxelles non porta nulla di buono”.
Sono davvero le politiche di austerity ad aver affossato partiti socialisti storici come quello francese, spagnolo e greco? In Francia, dicono gli analisti, Hollande ha perso per ragioni personali ed economiche. Il Presidente non incarna più l’orgoglio francese, ha perso il suo carisma e la forza di guidare il Paese. Debolezza che pesa ancora di più visto il periodo di crisi economica a cui il Ps ha cercato di porre rimedio mettendo mano ad alcune riforme, ma ancora senza successo.
In Grecia il partito tradizionale di sinistra, il Pasok, è crollato sotto il martello di Syriza. Il primo ha cercato di rimettere in sesto il Paese attraverso riforme e tagli, mentre il secondo ha offerto al popolo greco una alternativa molto più allettante: dire addio alle politiche di austerity. I fatti diranno chi aveva ragione ragione.
E infine la Spagna. Il bipolarismo del paese iberico è ormai scomparso, con il partito popolare di Rajoy (al governo) e il partito socialista che sono in calo costante nei sondaggi. Avanza invece Podemos, che supera a sinistra i socialisti e promette di ‘rottamare’ la vecchia classe dirigente, rivoluzionando il paese e l’Europa.
Ma anche nel resto d’Europa la sinistra non gode di buona salute. In Germania l’Spd non è riuscita ad ottenere la maggioranza alle ultime elezioni, mentre in Inghilterra, nonostante i buoni numeri dei laburisti, sembra che le prossime elezioni siano tra i conservatori e l’Ukip.

