Si sono chiusi domenica sera i seggi per le elezioni amministrative di Francia. Si è votato per il rinnovo dei 101 dipartimenti (96 in Francia e 5 nei territori d’oltremare, simili alle nostre provincie) che hanno come competenze principale la gestione territoriale di scuole, viabilità e assistenza sociale. Il secondo turno si terrà domenica 29. Non si è votato solo a Parigi e Lione.
Gli spogli hanno dato un primo dato certo: affluenza molto bassa. Tanti francesi non sapevano delle elezioni e a molti non è interessato andare a votare. Dire che c’è disaffezione nei confronti della politica è usare un eufemismo. Una condizione di disincanto che ha avvantaggiato soprattutto il Front National.
E infatti le due vere novità (se così si può dire, visti i sondaggi) sono la debacle dei socialisti e la sfida tra il Front National e l’Ump di Nicolas Sarkozy, che tuttavia ha portato a casa una vittoria netta.
Francois Hollande è tornato nel suo grigiore abituale dopo la scossa positiva, solo per la sua popolarità, seguita alla gestione solennemente presidenziale delle stragi di Parigi dei primi di gennaio. Il Presidente non smuove più i cuori dei francesi e soprattutto non è ritenuto in grado di rianimare l’economia d’oltralpe.
Le reprimende europee sulle riforme non hanno fatto bene all’immagine dell’inquilino dell’Eliseo, come anche gli scandali sulle sue scappatelle amorose e i dati macroeconomici che mostrano una Francia sempre più debole e indebitata.
Se queste Amministrative devono essere lette come cartina di tornasole per le prossime elezioni presidenziali (che si terranno tra poco più di due anni), quel che è certo è che i due sfidanti saranno Marine Le Pen e Nicolas Sarkozy, i due vincitori di questo primo turno di elezioni locali.
Il Front National di Marine Le Pen, che lo scorso anno fu il primo partito alle Europee e alle comunali conquistò 11 città, è arrivato ‘solo’ secondo. La retorica anti-europea e anti-immigrati della pasionaria della destra francese ha fatto breccia nei cuori di tanti cittadini che sentono il paese indebolito economicamente dalla crisi economica e culturalmente da un’immigrazione senza controlli e dalle ingerenze bruxellesi.
Visto il sistema a doppio turno, tipico delle elezioni francesi (fanno eccezione solo le europee dove vige il proporzionale puro) il risultato migliore è stato quello dei gollisti dell’Ump (nel 2011 ottennero 40 dipartimenti) dell’ex presidente Nicolas Sarkozy, tornato alla testa del partito dopo la sconfitta alle Presidenziali del 2012, ad opera di Hollande.
Sarkozy non può però cantare vittoria. Si trova alla guida di un partito diviso, in perenne inseguimento della Le Pen, che non ha ancora trovato al suo interno la ragione per cui dovrebbe ricevere la fiducia da milioni di francesi.

