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Affari Europei
Europa, 25mila morti per la resistenza agli antibiotici
In Europa 25mila morti per infezioni non curabili

Le infezioni causate da batteri resistenti agli antibiotici negli umani provocano almeno 25 mila decessi all'anno nell'Unione Europea. La conferma arriva dall'ultimo rapporto curato dall'Autorita' europea per la sicurezza alimentare (EFSA) e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) che ha elaborato i dati provenienti dai 27 Stati membri per l'anno 2015, sulla resistenza agli antibiotici dei batteri di Escherichia Coli e Salmonella sia negli umani che negli animali come suini e ovini. E per la prima volta, nell'ambito del monitoraggio annuale a dimensione UE su animali e alimenti, e' stata osservata anche la resistenza agli antibiotici carbapenemici, seppur a livelli molto bassi, nei batteri di E. coli rinvenuti in suini e carne di maiale. Un campanello d'allarme da non sottovalutare, pero', in quanto i carbapenemi sono di solito l'ultima risorsa terapeutica per i pazienti infettati da batteri resistenti a piu' di un antibiotico disponibile.

Batteri sempre piú resistenti agli antibiotici

"La resistenza agli antimicrobici e' una minaccia allarmante che mette in pericolo la salute umana e animale - ha ribadito Vytenis Andriukaitis, Commissario europeo per la salute e la sicurezza alimentare - per questo abbiamo messo in campo notevoli sforzi per arrestarne l'aumento, ma cio' non basta. Dobbiamo essere piu' veloci, piu' forti e agire su parecchi fronti".

In Italia record nell'uso di antibiotici

Situazione che riguarda da vicino l'Italia, tra i maggiori consumatori di antibiotici ad uso umano e veterinario in Europa e nella quale, ad oggi, benche' annunciato in piu' occasioni dal ministro Lorenzin, manca ancora un Piano Nazionale per il contrasto all'antibiotico resistenza. Nel nostro paese sono gia' tre gli antibiotici ad uso umano che hanno effetto dimezzato nelle cure. Sono l'ampicillina, (54,9%), le tetracline (50,7%) e il sulfametossazolo (49,7%). Cosi' come e' molto elevata l'antibiotico resistenza ai ceppi di Salmonella, negli animali di allevamento a partire dai suini, fino al 44% per l'ampicillina. Sempre secondo l'elaborazione di EFSA e da ECDC, i cittadini italiani hanno sviluppato "fino al 10% la resistenza per gli antimicrobici usati per curare la Salmonella ed e' salita al 60% la resistenza agli antimicrobici criticamente importanti (fluorochinoloni e macrolidi) usati per combattere il Campylobacter coli".

Occorre ricordare che la campilobatteriosi e' la malattia veicolata da alimenti piu' comunemente riferita nell'UE. Resistenza che, sempre in Italia, sale al 63,7 % per gli antimicrobici comunemente utilizzati nella medicina veterinaria per combattere Escherichia coli dovuta, come precisano ad AGI gli esperti di Efsa, "all'alta prevalenza di ESBL (Extended-spettro beta-lattamasi) ceppi di microbi dell'Escherichia Coli antibiotico resistenti, nei suini italiani: il 64% rispetto a 31,9% di media nei 27 Stati membri e nei vitelli, l'80% rispetto a 36,8% di media nei paesi principali produttori". Tutte informazioni queste,che confermano quanto reso gia' noto a gennaio 2017 dal report "Antimicrobial resistance surveillance in Europe 2015" sempre a cura European Centre for Disease Prevention and Control. E ribadito gia' da novembre 2015, dalla sorveglianza dell'antibiotico-resistenza dell'Istituto superiore di sanita' (Ar-Iss): "in Italia la resistenza agli antibiotici si mantiene purtroppo tra le piu' elevate in Europa e quasi sempre al di sopra della media europea". E il nostro paese resta quello tra gli Stati membri con il piu' alto consumo di antibiotici ad uso umano, con 27,5 DDD (Dose Definita Giornaliera ogni 1000 abitanti) insieme a Belgio, Francia, Cipro, Romania e Grecia, quest'ultima maglia nera con 36,1 DDD, contro una media europea di 22,4 DDD. Quasi il triplo dell'Olanda che consuma invece poco piu' di 10,7 DDD/die, secondo i dati elaborati dall'European Surveillance of Antimicrobial Consumption Network, (Esac-Net).

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resistenza antibiotici





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