Di Tommaso Cinquemani
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La moglie, la famiglia, i fiori e gli amministratori locali che gli devono tutto, o quasi. E’ partita da Imperia la campagna elettorale per le elezioni Europee di Claudio Scajola. La formalizzazione della candidatura, a dire la verità, ancora non c’è. Ma, dicono ad Affaritaliani.it i bene informati, arriverà presto. Il termine per la stesura delle liste elettorali è fissato per il 16 Aprile e il pellegrinaggio a Roma ormai è nel pieno della sua portata.
Berlusconi tenterà di correre come capolista in tutte le circoscrizioni, anche solo per fare polemica. Al secondo posto ci sarà il figlioccio Toti che ha bisogno di una investitura ufficiale. E poi lui, Scajola, che però non vuole affatto elemosinare una candidatura all’Europarlamento. No, per l’ex ministro si tratta come minimo di un indennizzo per le forche caudine sotto le quali è dovuto passare dopo lo scoppio del caso della casa comprata “a sua insaputa”.
Ecco il motivo dell’incontro ad Imperia, la sua Imperia, nell’Auditorium ella Camera di commercio. Scajola vuole rimarcare la sua forza in Liguria, la sua capacità di influenzare l’andamento di elezioni e delle nomine politiche. Il messaggio deve arrivare forte a Roma, dove nelle segrete stanze si stanno stilando le liste. Già, le liste elettorali.
Dopo la scissione del Nuovo Centrodestra nella circoscrizione Nord-Occidentale si è aperto un buco. Ad andarsene per seguire Alfano è stato Vito Bonsignore, potente uomo delle tessere piemontese. Il suo passo indietro ha permesso l’arrivo di Oreste Rossi, ex leghista, uomo forte nell’alessandrino. Dal Piemonte settentrionale arriva invece Fabrizio Bertot, anche lui in cerca di una ricandidatura, anche se improbabile. La piazza più contesa però è quella milanese. Se la giocano tre fedelissime del Cavaliere: Lara Comi, Licia Ronzulli e Iva Zanicchi, con quest’ultima che potrebbe lasciare la politica per tornare allo spettacolo. Di poltrone ‘sicure’ ce ne sono quattro, forse cinque. E se alla lista si aggiunge anche Barbara Berlusconi, significa che a maggio in molti saranno scontenti.

