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Euroscettici, una questione di numeri

Il parlamento europeo è pronto all’arrivo delle forze euro scettiche che saranno elette a maggio? A giudicare dall’atmosfera che si respira a Beuxelles sembra di no. Mentre il primo ministro Letta incontra gli eurodeputati per illustrare le linee guida del prossimo semestre italiano, i funzionari dell’europarlamento cercano di capire quanti onorevoli euroscettici approderanno a Strasburgo. La speranza è che, al di là del numero totale, non arrivino da più di tre o quattro paesi. È infatti questa l’asticella imposta dai regolamenti parlamentari per istituire un gruppo autonomo. Una speranza che però non guarda in faccia la realtà. Gli euroscettici saranno una forza consistente, alcuni parlano del venti per cento, e l’Europarlamento dovrà fare i conti con loro, senza trincerarsi dietro il regolamento parlamentare. Il rischio è quello di ignorare una parte consistente dell’elettorato che si allontanerà ancora di più dall’Europa. L’obiettivo dege essere quello di ‘parlamentarizzare’ l’euro scetticismo, non di ignorarlo.