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Giovanni Toti candidato alle Europee. Terremoto in FI a Bruxelles

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Nei corridoi di Bruxelles ormai non si parla d’altro. La possibile, ed ormai quasi certa, candidatura di Giovanni Toti alle prossime elezioni europee ha creato un vero terremoto tra gli eurodeputati. Manca ancora molto alla composizione delle liste, ma gli onorevoli uscenti già si guardano attorno, pronti a captare i segnali di possibili nuove candidature nelle proprie circoscrizioni.

E la decisione di Silvio Berlusconi di nominare Giovanni Toti consigliere politico di FI non è passata inosservata. L’ormai ex direttore del Tg4 ha bisogno di una legittimazione politica che gli copra le spalle all’interno del partito e nelle apparizioni pubbliche. Ecco perché il Cavaliere avrebbe intenzione di candidarlo alle prossime Europee, magari nella circoscrizione nord-occidentale.

Gli eurodeputati non nascondono una certa insofferenza per questa decisione. “Facciamo campagna elettorale sul territorio, lavoriamo a Bruxelles da cinque anni e ora catapultano qui uno sconosciuto”, è il ragionamento che più di un deputato confida ad Affaritaliani.it. Il malessere è forte, e si sente. L’opera di ‘svecchiamento’ ha il sapore dell’epurazione della vecchia guardia. E il segnale arrivato da Bari, dove Berlusconi non ha neppure telefonato alla convention organizzata da Raffaele Fitto, non è piaciuto a chi è sempre stato fedele al Cavaliere.

Anche perché la competizione presto si farà incandescente. Se la nuova legge elettorale dovesse andare in porto Matteo Renzi metterà nel mirino il Senato della Repubblica. L’abolizione sembra allora niente affatto improbabile e in molti sentono tremare la poltrona su cui si sono appena seduti. Ecco allora che le Europee (le uniche elezioni che assicurano un incarico per cinque anni) sarebbero lo sbocco di chi ha paura di essere cacciato dal Senato al prossimo giro (e in molti pensano che le Politiche non tarderanno ad arrivare).

Certo, le europee non sono uno scherzo. Servono voti, tanti voti, finanziatori e un partito compatto alle spalle. Da qui la preoccupazione di Silvio Berlusconi. Anche se Toti dovesse essere eletto la sua credibilità dipenderà molto dal numero di preferenze che saprà raccogliere. E un numero basso rischia di screditare lui e il Grande Capo.