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Google-Facebook, tassa sugli articoli di giornali Ue? Ma il piano è a rischio

Il progetto della Commissione Ue: far pagare ai big del web come Google e Facebook una tassa di collegamento agli articoli di giornale. Ma il piano è a rischio

Google-Facebook, tassa sugli articoli di giornali Ue? Ma il piano è a rischio
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IL PROGETTO UE: FAR PAGARE A GOOGLE UNA TASSA SUGLI ARTICOLI DI STAMPA. MA IL PIANO RISCHIA DI SALTARE

I baroni della stampa in Europa pensavano di aver ottenuto una grande vittoria su Google e i social network lo scorso autunno, quando la Commissione europea ha sposato la loro idea di creare una protezione speciale per il giornalismo digitale, il fulcro della loro strategia per la sopravvivenza a lungo termine. Ma ora il piano rischia di venire annullato.

TASSA DI COLLEGAMENTO PER GOOGLE E FACEBOOK SUGLI ARTICOLI DELLA STAMPA UE?

I sostenitori della riforma dicono che costringerebbe i colossi di Internet come Google, Facebook e LinkedIn, che utilizzano contenuti delle notizie per attrarre utenti senza pagare un solo centesimo, a ricompensare gli editori in Europa per l’utilizzo del loro contenuto. Proprio come le stazioni radio pagano le tasse agli editori musicali per suonare le loro canzoni, le aziende del web avrebbero pagare gli organi di informazione per l’utilizzo dei loro contenuti.

RIVOLUZIONE GLOBALE?

Se la riforma andasse in porto, ci sarebbero ripercussioni in tutto il mondo, con gli editori di altre regioni del mondo che potranno chiedere un trattamento simile. Ma meno di sei mesi dopo che la Commissione ha presentato la sua proposta le prospettive della riforma sono più oscure che mai e i dubbi tra Strasburgo e Bruxelles continuano ad aumentare.

LA PAURA DEI PICCOLI EDITORI: “GOOGLE NON CI FARA’ PIU’ ARRIVARE UTENTI”

I timori sono infatti crescenti per il grande potere di colossi come Google. Gli oppositori del piano, tra cui alcuni piccoli editori web, sono preoccupati che la riforma potrebbe soffocare il traffico verso i loro siti con le grandi piattaforme web che potrebbero rendere più difficile portare a loro gli utenti online. Insomma, un serpente che si morde la coda che forse farebbe comodo solo ai grandi, o grandissimi, editori della stampa europea. Ma non a tutti gli altri. Per questo la riforma pare essersi arenata, anche perché la grande stampa europea non si è unita con una sola voce a chidere la riforma. E allora, in fin dei conti, la vicenda potrebbe anche ritorcersi contro la stampa tradizionale, che sta mettendo in luce le sue divisioni tra paese e paese.