Il settanta per cento dei francesi vorrebbe archiviare l’epoca Hollande e voltare pagina. Così, a poco più di due anni dalle elezioni, il presidente francese prova a rilanciare la sua immagine e punta tutto sulla Conferenza sul Clima che si terrà a Parigi nelle prime due settimane di dicembre.
L’obiettivo è ambizioso, Hollande vuole creare un consenso mondiale attorno ad un obiettivo: limitare a due gradi centigradi l’aumento della temperatura del pianeta da qui al 2100. L’accordo è tutt’altro che facile visto che coinvolge interessi economici importanti che vedono stati come la Cina o gli Usa contrari a norme che rischiano di limitare la crescita economica.
Ma se Hollande riuscisse ad arrivare ad un accordo internazionale vedrebbe la sua popolarità schizzare in tutti i sondaggi. Non solo per le due settimane di visibilità mediatica che il vertice gli riserverebbe come padrone di casa, ma soprattutto come l’uomo che è riuscito dove tanti prima di lui hanno fallito. Potrebbe essere quel volano, spiegano all’Eliseo, che serve ad Hollande per ricandidarsi e contrastare l’ascesa di Marine Le Pen e del vecchio nemico Sarkozy.
Sarebbe poi un modo per recuperare il legame con quella parte dell’elettorato sensibile ai temi dell’ambiente. Ma non solo, ricucirebbe i rapporti anche con i Verdi, che abbandonarono la maggioranza l’anno scorso. Il peso dato da Hollande al vertice è testimoniato anche dal fatto che il primo incontro del nuovo anno l’ha riservato a Nicolas Hulot, il consigliere per le questioni ecologiche che ha il compito di creare un team di lavoro e arrivare ad una proposta da sottoporre agli oltre 200 capi di Stato e di governo che affluiranno a Parigi a fine anno.

