Breve contestazione per Giorgio Napolitano durante il suo intervento di fronte al Parlamento Europeo. Arrivato a meta’ del discorso, il capo dello Stato e’ stato interrotto da alcuni esponenti della Lega (capitanati da un Mario Borghezio con grande fazzoletto verde al collo) che hanno agitato cartelli e inneggiato alla “Europa dei popoli”. Pronta e’ scattata, pero’, una ‘contro contestazione’ da parte di numerosi settori dell’emiciclo che hanno coperto di fischi e buu i lumbard.
Agli eurodeputati leghisti sono stati tolti di mano i cartelli che stavano sventolando. Contestazione analoga fu fatta dagli allora europarlamentari Salvini, presente anche oggi e ora segretario della Lega, e Speroni quando intervenne di fronte al Parlamento Europeo nel 2001 l’allora Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi.
“Chi oggi difende questo euro e questa Europa delle banche è in malafede. Oggi Napolitano rappresentava il burocrate medio europeo”. Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord, spiega ad Affaritaliani.it i motivi della contestazione a Giorgio Napolitano all’Europarlamento. “Giorgio Napolitano non ci rappresenta”. Francesco Speroni, eurodeputato della Lega Nord, interpellato da Affaritaliani.it spiega così la contestazione al Presidente della Repubblica all’Europarlamento. Mario Borghezio, sempre ad Affaritaliani.it, aggiunge: “Non abbiamo contestato il presidente della Reppubblica Italiana ma l’emblema di quest’Europa che non ci piace. Napolitano difende l’Unione della banche e della tecnocrazia e tradisce il passato dell’Italia, di Cattaneo e della Carta di Chivasso. Non vogliamo la schiavitù dei poteri forti. Il Capo dello Stato rappresenta l’adesione supina a quest’Europa che non ci piace. E’ incredibile il silenzio vigliacco della sinistra. E’ gravissimo il pericolo del dominio dei banchieri sui popoli”.

