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Affari Europei
Il Fondo Sociale Europeo Plus. Cos'é e come funziona

Il 16 gennaio 2019 il Parlamento europeo ha votato la sua posizione negoziale sul nuovo Regolamento che istituisce il nuovo Fondo Sociale Europeo Plus (FSE+), che accorperà il vecchio programma del Fondo Sociale Europeo (FSE), l’Iniziativa per l’Occupazione Giovanile (YEI), il Fondo di Aiuto Europeo agli Indigenti (FEAD), il Programma per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI) e il Programma UE per la Salute. Brando Benifei è relatore per il Gruppo dei Socialisti e Democratici del provvedimento legislativo (leggi qui l'intervista).

Il FSE+ giocherà un ruolo essenziale nella futura programmazione del Quadro Finanziario Pluriennale: trasformerà cioè i principi del Pilastro Europeo dei Diritti Sociali in iniziative e misure concrete per i cittadini europei, con programmi e obiettivi specifici nei settori di intervento dell'occupazione, dell'istruzione, della mobilità, dell'inclusione sociale, dell'eliminazione della povertà e della salute.

Per quanto concerne la dotazione di fondi FSE+ ai singoli Paesi membri, va sottolineato che l’Italia sarà il maggior beneficiario tra i Paesi UE, con un’allocazione di oltre 15 miliardi di euro per il settennio 2021-2027 di fondi a gestione concorrente.

Il Regolamento adottato in sintesi:

Budget: € 120,4 miliardi di euro in prezzi correnti (aumentato rispetto ai 101,2 miliardi proposti dalla Commissione europea)

Introduzione della Garanzia per i Bambini: strumento ideato per spezzare la situazione di svantaggio di oltre 25 milioni di bimbi in Europa, il 26% dei bambini nella UE a 28, che si trovano sulla soglia di povertà e a rischio di esclusione sociale.

Obiettivi: accesso gratuito a servizi essenziali quali assistenza sanitaria, istruzione e assistenza all'infanzia di qualità, alloggi dignitosi, adeguata alimentazione.

Attraverso il FSE+, investimento suppletivo di 5,9 miliardi e l’obbligo agli Stati Membri di dedicare almeno il 5% delle dotazioni nazionali FSE a questo strumento.

Garanzia Giovani e Iniziativa per l’Occupazione Giovanile: Ha l’obiettivo di garantire a tutti i giovani di età inferiore ai 29 anni un'offerta valida di impiego, apprendistato, tirocinio, o ulteriore corso di studi entro quattro mesi dalla fine degli studi o dall'inizio della disoccupazione.

Con la proposta adottata dal Parlamento europeo, il programma può diventare un vero meccanismo strutturale anticiclico, in grado di intervenire in maniera rapida quando il livello di giovani NEET sale oltre una soglia di criticità. In Italia partecipano oltre un milione e trecentomila ragazze e ragazzi, mentre a livello europeo sono 14 milioni.

Con questo Regolamento vengono raddoppiati i fondi per la disoccupazione giovanile rispetto alla precedente versione del Fondo, il FSE.

Inclusione sociale: aumento della quota di fondi FSE+ nazionali da destinare all’inclusione sociale nei singoli Paesi, dal 25% al 27%, e da destinare alle persone in condizione di indigenza, dal 2% al 3%.

Possibilità di utilizzare il FSE+ per misure di sostegno al reddito, quali schemi di reddito minimo, o per completare e rafforzare, ad esempio, gli schemi nazionali per il contrasto alla povertà, come il Reddito di Inclusione (REI), introdotto in Italia nel 2017 dal governo Gentiloni.

Sostegno diretto alle città, agli Enti locali e alle associazioni del Terzo Settore per l’inclusione dei rifugiati: il nuovo programma dell’UE per l’occupazione e l’innovazione sociale (EaSI), parte integrante del FSE+ a gestione diretta, avrà tra i suoi obiettivi operativi quello di trasferire o applicare su larga scala i progetti locali sviluppati da Enti locali, parti sociali, organizzazioni della società civile e attori socioeconomici nel settore dell'accoglienza, dell'inclusione sociale e dell'integrazione dei rifugiati.

Il Parlamento europeo ha dato mandato negoziale ai relatori per avviare i negoziati con gli Stati membri per trovare un accordo prima della fine del mandato parlamentare. Il Consiglio purtroppo è molto indietro nell’avanzamento sul testo legislativo, essendo le discussioni sul programma fortemente correlate ai complicati negoziati sul prossimo Quadro Finanziario Pluriennale.

Garanzia per i bambini. Ecco i dettagli

Il Parlamento Europeo ha dato il via libera ad un nuovo programma, la Garanzia per i Bambini, grazie agli emendamenti della Commissione Occupazione e Affari Sociali, supportati dal voto in plenaria. Si tratta di una proposta lanciata già diversi anni fa dal Gruppo dei Socialisti e Democratici, per ora attiva soltanto in fase sperimentale come Progetto pilota, che con il voto odierno sul Regolamento del Fondo Sociale Europeo Plus trova riconoscimento ufficiale all’interno di un disegno di legge.

Si tratta di uno strumento ideato per spezzare la situazione di svantaggio di oltre 25 milioni di bimbi in Europa, che si trovano sulla soglia di povertà e a rischio di esclusione sociale, il 26% dei bambini nella UE a 28. I due punti più critici di questo fenomeno sono la distribuzione all’interno della società e la concentrazione all’interno di particolari gruppi sociali vulnerabili.

L’obiettivo è quello di assicurare a qualsiasi membro della società uguali opportunità, attraverso meccanismi che agiscono in tal senso. Ciò non può iniziare se non riducendo drasticamente la povertà infantile, tramite un sistema di stabilizzatori sociali a lungo termine.

La Garanzia per i Bambini è un nuovo approccio nell’affrontare tutti gli aspetti della povertà infantile, assicurando a tutti i bambini europei a rischio di povertà accesso gratuito ad assistenza sanitaria, istruzione, assistenza per l’infanzia, alloggio e alimentazione adeguata. In sostanza, si tratta di un investimento nella stabilità e prosperità futura dell’Europa e nel suo potenziale di crescita, e si basa sul Pilastro europeo dei diritti sociali, proclamato in maniera congiunta da Parlamento, Consiglio e Commissione nel 2017.

Con la Garanzia si sancisce come principio chiave per l’Unione il diritto dei bambini a un’istruzione e assistenza infantile a basso costo e di qualità, il diritto di protezione dalla povertà, il diritto a specifiche misure per bambini provenienti da condizioni sociali svantaggiate, in modo tale da poter garantire pari opportunità.

Per rendere effettiva la Garanzia bambini il Parlamento stabilisce uno stanziamento dedicato di 5,9 miliardi di euro all’interno del FSE+ nel Quadro finanziario pluriennale 2021-2027 e un obbligo per gli Stati membri di assegnare almeno il 5% delle risorse del FSE+ nazionali alla sua attuazione sul territorio, in modo tale da raggiungere i suoi obiettivi fondamentali: accesso gratuito a servizi essenziali quali assistenza sanitaria, istruzione e assistenza all'infanzia di qualità, alloggi dignitosi e adeguata alimentazione.

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