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Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati

Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
elly schlein (8)
Italo-americana, 29 anni, nata in Svizzera ma cresciuta a Bologna. Elly Schlein è candidata per il Pd alle prossime Europee. “Il partito deve mobilitare i cittadini e le associazioni”, spiega in una intervista ad Affaritaliani.it, e racconta la sua esperienza a Chicago durante la campagna di Obama fatta “porta a porta”. Civatiana convinta, volto di OccupyPd e vera forza sui social network, Schlein è vista da molti come la ‘minaccia che viene dal basso’…
Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
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Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati
Regina dei social e volto di OccupyPd. La candidata ‘scomoda’ targata Civati

Di Tommaso Cinquemani
europa@affaritaliani.it

Partiamo dalla campagna elettorale per queste Europee, su Facebook ha scritto che sarà una “collettiva, fresca, partecipata e sincera”. Che cosa intende?
“C’è un grande disinteresse per queste elezioni europee, l’astensionismo è alle stelle. Per questo bisogna tornare in mezzo alla strada e parlare con le persone, convincerle a credere nel progetto di Europa che proponiamo. E’ una sfida che vogliamo affrontare in maniera collettiva, muovendo le forze della società civile”.

Lei ha partecipato alla campagna presidenziale di Obama negli Stati Uniti, che cosa ha imparato?
“Che la campagna si deve fare assieme alle persone che non sono militanti durante tutto l’arco dell’anno, ma che prima delle elezioni hanno voglia di spendersi per andare in giro a parlare con le persone. E poi ascoltare la base: è fondamentale. Dobbiamo riaprirci alla società civile e ai tantissimi giovani che fanno attività politica quotidianamente, magari non in un partito, ma nelle associazioni”.

In queste elezioni quanto è importante la presenza sui social network?
“Il mio è un profilo che sulla Rete ha il punto di maggiore forza, perché è lì che ci siamo sempre organizzati. E’ cavalcando le straordinarie potenzialità della Rete che abbiamo organizzato le campagne di OccupyPd su tutto il territorio e poi le primarie. Sulla Rete è più facile organizzarsi, scambiarsi opinioni, costruire progetti, lanciare delle campagne. Però poi ci si deve dare appuntamento sulla strada perché è li che bisogna convincere gli elettori”.

Altri candidati a queste Europee la vedono come una minaccia. Si sente il candidato ‘scomodo’?
“Io non penso di essere pericolosa per gli altri candidati del Pd, spero di esserlo per i nostri avversari politici, per chi propone un passo indietro dall’Europa, per chi crede che sia tutto da buttare. Noi cerchiamo di rivolgerci all’esterno, a chi è rimasto deluso dalla politica di questi anni”.

Che cosa cambierebbe in questa Europa?
“L’Europa ha adottato delle politiche economiche del tutto fallimentari che sono state recessive in un periodo di recessione. E’ mancato il coraggio di capire che se siamo in una unione non possiamo avere 28 politiche fiscali ed economiche così diverse tra di loro, altrimenti si creano degli squilibri tra i Paesi più deboli e quelli più forti. La vera sfida è che ci sia solidarietà, non tra Paesi più o meno ricchi, ma tra un governo centrale dell’Europa e le periferie. Le sfide come la disoccupazione, l’evasione fiscale o la corruzione devono essere affrontate a livello europeo”.

Insomma, più Europa, non meno…
“La mia generazione è stata cullata nel mito dell’Europea unita. Il processo di integrazione ora si è fermato a metà e si è incagliato nelle titubanze di alcuni Stati che guardano al loro interesse prima che a quello comune”.

Che cosa pensa dell’euro?
“Cerchiamo sempre un capro espiatorio esterno rispetto ai nostri problemi. La vera domanda è: siamo davvero convinti che il nostro problema sia l’euro e non piuttosto la mancanza di politiche economiche e fiscali comuni? Che sia l’euro il problema e non il fatto di non aver saputo dare risposta alla corruzione, all’evasione o al conflitto d’interesse?”

Lei è italo-americana, ma è nata e cresciuta in Svizzera. Berna come vede l’Europa?
“La Svizzera ha sempre vissuto con grande chiusura l’esperienza europea. Vogliono rimanere per conto loro”.

Il loro però sembra un modello vincente, hanno resistito alla crisi meglio di altri…
“In un mondo che si sta sempre più organizzando per grandi potenze e che vede l’emergere di Stati come la Cina, il Brasile e l’India non possiamo pensare di fare passi indietro, chiudendoci nei recinti stretti dei nostri Stati nazionali. Perderemmo”.

Lei è diventata famosa come una delle animatrici di OccpyPd. Che cosa pensa del Partito democratico di oggi?
“Nel partito si fa fatica a discutere. Sulle grandi riforme che Renzi sta portando avanti noi non riusciamo a far sentire le nostre perplessità. La riforma del Senato e il Jobs Act hanno alcuni punti che per noi sono critici e andrebbero modificati. La grande forza del Pd è quella di avere tante sensibilità al suo interno. Inoltre è indispensabile che ci sia una autonomia del partito rispetto al governo”.

Bisognerebbe eleggere un nuovo segretario al più presto?
“Quello che voglio dire è che le richieste di dibattito nel Pd non sono un attacco al governo”.

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