Affari Europei
Ilva, inizio d'anno in salita tra decreto legge e risposta a Bruxelles

Inizio d'anno nuovamente in salita per l'Ilva. La Camera affrontera' infatti l'esame del decreto legge varato nelle scorse settimane dal governo, mentre quest'ultimo dovra' rispondere alla lettera inviata dal commissario europeo alla Concorrenza, Margrethe Vestager, con la quale Bruxelles annuncia l'avvio dei provvedimenti relativi alla procedura di infrazione verso l'Italia a proposito dell'Ilva. La contestazione della Commissione europea e' sugli aiuti di Stato. Infine, e' atteso per meta' gennaio il lancio, da parte dei commissari straordinari dell'Ilva, del bando relativo all'acquisizione di manifestazioni di interesse da parte di privati.
Il decreto legge ultimo infatti stabilisce che l'Ilva dovra' essere ceduta entro giugno 2016. "Formali procedimenti" in merito alle "misure finanziarie gia' garantite all'Ilva" che si ritiene siano aiuti di Stato. E' quanto annuncia il commissario europeo alla Concorrenza, Margrethe Vestager, al sottosegretario agli Affari europei, Sandro Gozi, a proposito dell'Ilva.
In particolare, sotto la lente di Bruxelles sono finite le diverse misure finanziarie - compresi i 300 milioni di prestito dell'ultimo decreto legge - adottate da governo e Parlamento a proposito dell'azienda dell'acciaio. Da fonti Ilva si apprende che e' in fase di costruzione la linea difensiva del Governo nei confronti della Ue; a questo proposito, riunioni tematiche si sono gia' svolte. Roma dovrebbe dire a Bruxelles che in materia di risanamento ambientale l'azione pubblica e' ammessa dalle norme comunitarie e la questione Ilva e' anzitutto ambientale.
A tal fine, anche il commissario Vestager dichiara nella lettera di essere "consapevole dell'urgente bisogno di disinquinamento sia all'interno dell'Ilva che nell'area adiacente di Taranto". "Ecco perche' - dichiara Vestager - sono pienamente a favore del supporto pubblico per il disinquinamento del sito e dell'arrea circostante". "In questo contesto - aggiunge - prendo nota dell'impegno dell'Italia a fare tutti i passi necessari per recuperare alla fine il supporto pubblico da coloro che sono i responsabili dell'inquinamento". Ma salvataggio e aiuti per le fabbriche dell'acciaio disastrate "rimangono proibiti sotto le regole Ue" e sono norme, sottolinea Vestager, che "vengono applicate costantemente nei confronti di un numero di Stati membri da quando sono state introdotte".
