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ASPI, in mostra alla Triennale di Milano “Italia in Movimento. Autostrade e futuro”
Giana (ASPI): "Con questa mostra intendiamo riaffermare il valore dell’autostrada come elemento di progresso culturale e di identità"




ASPI presenta alla Triennale di Milano la mostra "Italia in Movimento. Autostrade e futuro": fino al 22 febbraio il racconto dell’evoluzione della rete infrastrutturale
Dal 7 febbraio Triennale Milano ospita “Italia in Movimento. Autostrade e futuro”, un progetto espositivo che invita il pubblico a rileggere le infrastrutture autostradali come snodi strategici di accesso, connessione e accoglienza. Al centro della riflessione c’è la rete come dispositivo capace di avvicinare territori e persone, rendendo possibile la partecipazione ai grandi appuntamenti internazionali, tra cui i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026.
Promossa da Autostrade per l’Italia e realizzata in collaborazione con il MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo, la mostra è curata da Pippo Ciorra con Angela Parente. Il percorso intreccia memoria storica e prospettive future, architettura e paesaggio, restituendo un’immagine dell’autostrada che supera la dimensione puramente ingegneristica per affermarsi come infrastruttura culturale e leva fondamentale della mobilità contemporanea.
“Le infrastrutture autostradali", ha dichiarato Arrigo Giana, Amministratore delegato di Autostrade per l’Italia, "rappresentano molto più di una rete di collegamento. Sono vettori di crescita e coesione sociale per l’intero Paese. La presenza di Aspi a Milano Cortina 2026 ribadisce la centralità della nostra rete come asset strategico capace di connettere territori e grandi eventi internazionali. Con questa mostra intendiamo riaffermare il valore dell’autostrada come elemento di progresso culturale e di identità: un patrimonio condiviso che accompagna la trasformazione dell’Italia, sostenendone lo sviluppo economico e sociale attraverso l’innovazione".
L’iniziativa nasce nell’anno in cui ricorre il centenario della prima autostrada italiana e costruisce una narrazione che mette in relazione l’evoluzione delle infrastrutture con i momenti chiave della mobilità collettiva del Paese. Documenti d’archivio, immagini d’autore, cartografie e contributi visivi accompagnano il visitatore in un racconto che evidenzia il ruolo delle autostrade come sistemi di accesso in grado di favorire l’incontro tra territori, comunità ed eventi. Allo stesso tempo, l’esposizione affronta le sfide attuali legate alla sostenibilità ambientale, all’innovazione tecnologica e ai mutamenti del paesaggio.
L’allestimento ripercorre la storia dell’autostrada attraverso quattro nuclei tematici che privilegiano una lettura per questioni infrastrutturali, architettoniche, urbanistiche e culturali, piuttosto che una scansione cronologica. Dalle grandi opere che hanno segnato la nascita e l’espansione della rete, documentate da materiali storici di grande valore, si passa alla dimensione del viaggio, inteso sia come esperienza antropologica sia come esperienza estetica di chi percorre quotidianamente l’autostrada e ne utilizza i servizi.
Le sezioni conclusive sono il risultato di due specifiche committenze affidate da Autostrade per l’Italia in occasione della mostra. Il paesaggio che accompagna i tracciati autostradali è raccontato attraverso le fotografie di Iwan Baan, che ne restituiscono la relazione con le architetture e i contesti attraversati. Il tema della tecnologia e delle prospettive future prende invece forma nelle opere dall’immaginario surreale di Emiliano Ponzi.
In occasione della mostra, Autostrade per l’Italia ha inoltre promosso a Casa Italia un momento di confronto che ha messo in dialogo fotografia, curatela e ricerca accademica. Protagonisti dell’incontro sono stati Iwan Baan, fotografo di fama internazionale noto per il suo lavoro sull’architettura e sull’ambiente; Pippo Ciorra, architetto, docente e senior curator del MAXXI; e Andrea Gritti, architetto e professore associato presso il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano.
Baan ha sottolineato come la fotografia possa diventare uno strumento di indagine e non soltanto di documentazione. Nel suo sguardo la rete autostradale italiana emerge come un sistema peculiare rispetto ad altri contesti internazionali, per la stretta relazione che intreccia con l’ambiente naturale, con gli elementi architettonici e con i siti storici che costellano il territorio. L’autostrada, nelle sue immagini, non è solo infrastruttura funzionale ma parte integrante di un paesaggio stratificato, dove modernità e memoria convivono.
Ciorra ha ribadito la necessità di considerare le autostrade come un vero e proprio progetto culturale. In questa prospettiva, la rete diventa parte essenziale della costruzione dello spazio e dell’identità italiana, oltre che una vetrina significativa della qualità architettonica contemporanea, capace di esprimere ricerca, innovazione e attenzione al contesto.
Gritti ha invece richiamato il tema del linguaggio, facendo riferimento al “Piccolo vocabolario autostradale ad uso dei contemporanei”, curato da Gianni Biondillo con testi di Nazione Indiana, di cui ha scritto la postfazione nel 2015. Quel vocabolario descriveva un lessico autostradale intrinsecamente ambiguo e paradossale, ma al tempo stesso capace di evocare un senso di comunità. Oggi, ha osservato, sarebbe necessario aggiornarlo, perché l’ambiente autostradale è sempre più permeato dalla dimensione digitale, che ne trasforma l’esperienza, i significati e le modalità di fruizione.
Visitabile fino al 22 febbraio, “Italia in Movimento” propone una riflessione ampia sull’autostrada come infrastruttura che non solo collega luoghi, ma contribuisce a definire l’identità e la trasformazione dell’Italia contemporanea.
