Unione Europea e i partner balcanici e mediterranei lavorano a un’alleanza comune per l’immigrazione. Giovedi’ a Lussemburgo la conferenza sulle rotte dei Balcani occidentali e il Mediterraneo orientale tra i ministri dei Paesi Ue e i ministri degli Esteri di Turchia, Libano, Giordania e dei Paesi balcanici (Albania, Bosnia-Erzegovina, Kosovo, ex repubblica jugoslava di Macedonia, Montenegro, Serbia) firmeranno una dichiarazione con gli impegni comuni per porre un freno al fenomeno dei flussi migratori.
La dichiarazione, anticipano fonti Ue, sara’ composta da almento tre parti: un’introduzione, una lista delle azioni prioritarie, e una parte con le vie da seguire per il futuro. L’introduzione servira’ da riepilogo della situazione, mentre la lista di “azioni chiave” conterra’ almeno quattro parti: sostegno diretto a Libia, Turchia e Giordania, con particolare attenzione sulla necessita’ di accrescere le capacita’ di accoglienza e di garantire accesso ai servizi (soprattutto istruzione per i minori, e lavoro per gli adulti); sostegno ai Paesi di transito, con aiuti umanitari e sostegno per una migliore gestione delle frontiere; lotta al crimine organizzato, con particolare attenzione sui trafficanti di esseri umani; infine risposta alla cause principali dello spostamento, come le guerre e il contrasto al terrorismo, “ed in particolare la risposta alla minaccia” dell’Isis. L’ultima parte servira’ per dettare i tempi di attuazione degli impegni concordati e riconvocare le riunioni.
