La Germania ha trovato, a modo suo, una via per gestire i flussi migratori. Ieri il governo tedesco ha varato un piano di incentivi per spingere i migranti a lasciare il Paese. Un assegno da 1200 euro per fare i bagagli e tornare nello Stato di origine.
Un assegno da 1200 euro per lasciare la Germania
Il programma funziona in questo modo. Ogni migrante arrivato in Germania puó fare richiesta di rimpatrio volontario. In questo caso lo Stato dá 1200 euro di incentivo, 600 subito e 600 sei mesi dopo il ritorno in patria. La somma é valida anche per chi ha fatto richiesta di asilo e non ha ancora ricevuto risposta, mentre per chi non ha visto riconosciuto lo status di rifugiato la somma si abbassa a 800 euro.
Un modo per scoraggiare i migranti senza diritto di asilo
L’obiettivo, fanno sapere dal governo, é scoraggiare i migranti economici, quelli cioè che non hanno diritto a rimanere in Germania sotto la protezione internazionale. L maggior aprte delle peronse infatti, anche dopo aver vista bocciata la domanda di asilo, rimangono in Germania nella speranza di una sanatoria o di una scappatoia per regolarizzare la propria posizione.
In dubbio la riuscita del piano
Le associazioni contestano l’approccio al problema e prevedono un flop del piano. Molti migranti infatti hanno speso migliaia di dollari per farsi portare dai trafficanti in Europa e non intendono rinunciare al sogno di una nuova vita in Germania. Berlino ha pubblicato i dati delle edizioni passate: nel 2015 sono stati 37.200 le persone che hanno aderito ad un piano simile, mentre nel 2016 sono state 54.000. Ma non bisogna farsi lasciare ingannare dai numeri. Per la maggior parte si tratta di cittadini albanesi, serbi e kosovari, nazionalità che questa volta sono state escluse per il timore di brogli.
Avramopoulos: Europa in pericolo, i migranti sono una risorsa
“Non é la crisi economica che divide l’Europa, ma la crisi dei profughi. Chi ritiene che le migrazioni non sono il futuro ma la fine dell’Europa sbaglia. Oggi l’Europa é in pericolo e tornare a gestire le situazioni da soli, come singoli Stati sarebbe un passo indietro”. Lo dice il Commissario europeo per la migrazione, Dimitris Avramopoulos chiudendo la sua audizione in Parlamento. “L’Europa poteva certamente di piú – ha aggiunto – ma ora siamo sulla strada giusta. Dobbiamo mantenere l’Europa in piedi di fronte a queste sfide, continuare a lavorare nel completamento del trattato di Lisbona e del progetto europeo”. “La storia dell’Europa é stata modellata dalla migrazione e anche il nostro futuro lo sara’. i vantaggi della migrazione saranno enormi sia sul fronte demografico che su quello economico. Ma la qualita’ dell’impatto delle migrazioni – ha concluso – sara’ misurato su quanto i migranti saranno integrati”.

