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Immigrazione, Germania contro le quote. Berlino teme gli imbrogli del Sud Europa

Immigrazione, Germania contro le quote. Berlino teme gli imbrogli del Sud Europa
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In Europa quasi nessuno vuole la ridistribuzione dei migranti sulla base di quote. E Berlino teme che Italia e Grecia ‘travestano’ gli immigrati da richiedenti asilo

La missione europea contro la pirateria ha ricevuto il primo ok dai ministri degli Esteri europei. Prima che possa essere operativa bisognerà aspettare ancora del tempo e, per intervenire in maniera militare in Libia, bisognerà attendere il via libera dell’Onu.

Ma gli occhi di tutti sono puntati sulla questione delle quote fisse. La Commissione europea ha infatti proposto di dividere i richiedenti asilo all’interno dell’Unione secondo una percentuale fissa che dipende dalla ‘taglia’ del Paese, dalla sua economia e popolazione.

A prendere le quote maggiori sarebbero la Germania, la Francia e l’Italia. Ma quasi nessuno vuole accettare la proposta di Bruxelles. Gran Bretagna, Irlanda e Danimarca, che sul tema dell’immigrazione hanno mano libera, hanno già detto che non intendono aderire. Così come i Paesi dell’est, che nonostante non abbiano grandi flussi (tranne l’Ungheria), temono l’invasione dal Nord Africa. La Francia non ci sta, così come l’Austria.

La battaglia in sede di Consiglio, dice lo stesso ministro degli Esteri Gentiloni, sarà dura. Il paradosso è che alcuni Paesi, come la Germania, già accolgono centinaia di migliaia di richiedenti asilo. Berlino è il secondo paese al mondo per ospitalità dopo gli Stati Uniti e si attende 400 mila arrivi quest’anno. La divisione in quote verrebbe quindi accettata solo se alleggerisse il suo carico.

Ma c’è di più. Berlino teme che Paesi come l’Italia, la Grecia o la Spagna possano ‘camuffare’ migranti in richiedenti asilo. Lo scopo è quello di liberarsi del maggior numero possibile di migranti spacciandoli per persone in fuga dalla guerra, quando magari si tratta solo di individui che sono in cerca di condizioni di vita migliori.

I migranti solitamente gettano via i documenti per non farsi riconoscere e, Berlino teme, alcuni Paesi potrebbero ‘spacciarli’ per richiedenti asilo. Un po’ come quando alle frontiere le forze dell’ordine italiane lasciano passare i migranti. Ecco allora che, in cambio di fondi per il pattugliamento delle coste, Berlino vorrebbe entrare nella gestione delle domande di asilo. Un modo per evitare brogli, ma un segnale di totale sfiducia verso il paesi del Mediterraneo.