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L’INTERVISTA/ Sel si spacca sul sostegno a Tsipras. “No ad una nuova sinistra arcobaleno”

L’INTERVISTA/ Sel si spacca sul sostegno a Tsipras. “No ad una nuova sinistra arcobaleno”
claudio fava

Di Tommaso Cinquemani
europa@affarieuropei.it

“Credevo che l’obiettivo di Sel fosse approdare nel Pse per arricchirlo. Ora invece scopro che con il sostegno a Tsipras stiamo andando verso la Sinistra unitaria europea”. Claudio Fava, Coordinatore della Segreteria nazionale di Sel, con una intervista ad Affaritaliani.it boccia il congresso appena concluso. E sul sostegno al greco Tsipras, il probabile candidato di Comunisti italiani, Rifondazione comunista e Azione civile: “Rischiamo di costruire una cartolina sbiadita della sinistra arcobaleno. Credo che Sel debba andare da sola e proporre una lista aperta al contributo di soggetti esterni”.

Onorevole Fava, qual è il bilancio del congresso di Sel che si è appena concluso?
“E’ negativo”.

Come mai?
“Quando siamo nati abbiamo scelto di avere come obiettivo l’approdo nella grande famiglia del Socialismo europeo, per arricchirla e riempirla di una identità in più, non per appiattirci. Quello è il campo in cui bisogna lavorare per una idea di Europa che non sia quella della carestia sociale e dell’austerità economica. Adesso invece scopro, in coda del congresso, che invece abbiamo scelto di sostenere un candidato, Tsipras, che però si porta dietro una diversa coalizione e un diverso approdo europeo, quello del Gue (Sinistra unitaria europea)”.

Vendola sembra orientato a sostenere Schulz prima del congresso…
“Ha cambiato idea in corso d’opera”.

Come mai?
“Perché ha capito che gli umori di una parte del congresso erano favorevoli a sostenere la candidatura di Tsipras e ha ritenuto in doversi adeguare”.

Quindi niente più approdo nel Pse?
“Il Pse diventa un interlocutore, non un approdo. Non è stato fatto neppure alcun riferimento alla Gue, che però diventa un approdo naturale, visto che ne sosteniamo il leader. Rischiamo così di costruire una cartolina sbiadita della sinistra arcobaleno. Non voglio rischiare di ritrovarmi sulla zattera della Medusa sulla quale si arrampicano reduci e profughi di battaglie minoritarie di questi anni”.

Quali saranno i vostri compagni di strada?
“E’ tutto da discutere. Me e molti altri non siamo disponibili ad un approdo che sia la Sinistra arcobaleno 2.0. Credo che Sel debba andare da sola. Che debba proporre una lista aperta al contributo anche di soggetti esterni. Stiamo arrivando però in ritardo a tutto questo. Il congresso era l’occasione per lanciare questa sfida e invece abbiamo scelto di ripiegare sui doroteismi del documento conclusivo”.

Visto che alle Europee c’è una soglia di sbarramento alta, strategicamente non sarebbe stato meglio guardare al Pd per una alleanza?
“Il tatticismo è la tomba della politica, se uno costruisce le proprie scelte di percorso elettorale solo in funzione della soglia di sbarramento allora tanto vale dedicarsi ad altro”.