Di Tommaso Cinquemani
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La nuova legge elettorale può aiutare a ricompattare il centro, ma non in vista delle prossime elezioni Europee. La soglia di sbarramento al 5% (l’8% se ci si presenta da soli e il 12% per le coalizioni) ha l’effetto di serrare i ranghi, specialmente in una palude divisa in mille rivoli e ruscelli come è il Centro. Nel panorama politico nostrano il Nuovo Centrodestra la fa da padrone, con un consenso sopra il 5%. Attorno alla creatura di Alfano si muovono l’Udc, che dopo la fallimentare esperienza con Monti è sotto il 2%. Scelta Civica, o quello che rimane, che è appena al di sopra del 2% e i Popolari di Mario Mauro. A parte Mario Monti, che si richiama ad ideologie liberali, le altre sigle appartengono certamente ad un universo che si rifà al popolarismo europeo.
In questi giorni le telefonate tra i leader dei partiti si moltiplicano nel tentativo di creare un asse che possa mettere assieme tutti quanti. La posta è alta: la sopravvivenza in Parlamento. Se Casini e Mauro spingono per un accordo il prima possibile, Angelino Alfano, come già rivelato da Affaritaliani.it, è più cauto. Con il suo 5% è piuttosto sicuro di poter entrare all’Europarlamento anche da solo e questo gli consentirebbe di raggiungere due obiettivi.
Primo, mostrare i muscoli a Berlusconi in vista delle prossime elezioni politiche. Un risultato vicino all’8% lo renderebbe un alleato perfino più importante della Lega Nord. In secondo luogo la campagna elettorale per le Europee, se in solitaria, gli consentirebbe di serrare i ranghi e presentarsi agli elettori con una identità forte, ben definita. Il rischio infatti è che raggruppando troppe sigle Ncd risulti, agli occhi dell’opinione pubblica, una grande ammucchiata.
Intanto a Bruxelles Giuseppe Gargani, ex Dc passato a Forza Italia e poi con l’Udc, sta cercando di mettere insieme i cocci di un popolarismo diviso. Con la sua associazione, Popolari italiani per l’Europa, Gargani ha già raccolto la pattuglia Udc, composta da Tiziano Motti, Carlo Casini, Ciriaco De Mita e Gino Trematerra. A cui si sono aggiunti Oreste Rossi, ex leghista fuoriuscito dal Carroccio dopo gli scontri interni. E Potito Salatto, ex Popolo della Libertà, ben radicato nel Lazio. L’obiettivo è quello di presentarsi con Ncd, ma Alfano sembra un ‘osso duro’.

