Di Lorena Cotza
Sono Jean-Claude Juncker e Michel Barnier i nomi più accreditati nella rosa dei candidati del Partito Popolare Europeo (PPE) per la presidenza della Commissione Europea. Le candidature resteranno aperte sino al 5 marzo e la nomina ufficiale avverrà al prossimo congresso del PPE, che si terrà a Dublino il 6 e il 7 marzo.
Juncker ha un curriculum d’eccezione: è stato governatore della Banca mondiale, del Fondo Monetario Internazionale e della Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo. Primo ministro del Lussemburgo dal 1995 al 2013, è il capo di stato che è rimasto in carica più a lungo a livello europeo.
Nel 2005 divenne presidente dell’Eurogruppo – l’organo di coordinamento che riunisce i ministri dell’Economia e delle Finanze degli stati dell’eurozona. Ha lasciato la presidenza nell’aprile 2012, affermando di essere “stanco delle ingerenze franco-tedesche” nella gestione della crisi, nonostante non si sia mai opposto apertamente alle politiche dell’austerity.
La candidatura di Juncker ha ricevuto l’appoggio all’unanimità del partito cristiano democratico tedesco (CDU), a cui appartiene Angela Merkel. La notizia ha colto molti di sorpresa, perché correva voce che la Cancelliera tedesca si stesse opponendo alla sua candidatura, a causa di accesi dibattiti con Juncker avuti in precedenza.
L’endorsement della Merkel a Juncker rischia di ridurre le chance di Barnier di essere eletto. Il francese è al momento vicepresidente del PPE e Commissario europeo per il mercato interno e dei servizi finanziari. Figura vicina a Sarkozy, Barnier è stato ministro dell’Agricoltura nel 2007 e uno dei principali consiglieri dell’ex-premier francese.
In un’intervista con il giornale Le Figaro, Barnier ha detto che la Commissione si era finora concentrata sulla gestione della crisi, ma che “nei prossimi cinque anni bisogna permettere all’Europa di prendere l’iniziativa” e lavorare per un comune interesse europeo nelle seguenti aree: strategia industriale, infrastruttura politica, mercato unico, sicurezza e immigrazione. Secondo i giornali francesi, Barnier avrebbe ricevuto anche l’appoggio segreto di François Hollande, che spera nell’ipotesi di una Grande Coalizione tra socialisti e popolari.
Ha presentato la sua candidatura alla presidenza anche l’ex-premier della Lettonia Valdis Dombrovskis, capolista del partito lettone Unity, sostenuto dal centro-destra della Lituania e dell’Estonia. Un altro possibile candidato è l’ex premier finlandese Jyrki Katainen, mentre la direttrice del Fondo monetario internazionale Christine Lagarde – altro nome quotato all’interno del partito – non sembra intenzionata a candidarsi.
Il Partito Popolare Europeo è il più grande partito europeo di centro-destra. Appartiene al PPE anche l’attuale presidente della Commissione Europea, il portoghese José Manuel Barroso. Secondo i sondaggi, i popolari potrebbero ottenere circa il 30 per cento dei voti alle prossime elezioni e avrebbero dunque una vittoria schiacciante in caso di un alleanza con i socialisti guidati da Martin Schulz.

