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“L’Europa come il nazismo”, si dimette il leader liberale austriaco

“L’Europa come il nazismo”, si dimette il leader liberale austriaco
Andreas Moelzer
Il capolista del Partito liberale austriaco (Fpo) alle elezioni europee ha ritirato la sua candidatura dopo le polemiche scatenate per aver accostato l’Ue al nazismo e avvertito del rischio che si trasformi “in un conglomerato di negri in cui tutto è caos”

Andreas Moelzer ha spiegato in una lettera di aver preso le decisione per “l’evidente mancanza di fiducia” all’interno del partito di estrema destra, una formazione euroscettica che i sondaggi danno al 30%, ma ha insistito di non avere detto “nulla di disonorevole a parte formulare opinioni non conformiste in un modo politicamente scorretto”.

Secondo quanto riferito dalla Sueddeutsche Zeitung, in un comizio a febbraio il 61enne veterano dell’Fpo aveva affermato che al confronto dell’Ue “il Terzo Reich era un’entità liberale e informale”, visto il volume di “regole e regolamenti” comunitari.

Tra le frasi più controverse, anche quella in cui aveva definito tedeschi e austriaci i soli nell’Ue che “arrivano in tempo agli appuntamenti e cominciano a lavorare alle 9”. In seguito aveva precisato di non aver voluto “minimizzare” le responsabilità del “criminale” regime nazista, ma solo denunciare in modo drammatico “l’ossessione dell’Ue per i regolamenti”.

Una precisazione che non aveva convinto, al punto che un suo passo indietro era stato chiesto dal presidente austriaco, Heinz Fischer, oltre che dai socialdemocratici e dai popolari. Decisiva è stata alla fine la pressione all’interno del partito che non poteva permettersi un candidato così ingombrante in vista del voto per le europee in cui i liberali potrebbero emergere come prima forza politica.