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Brasile 2014, l’Ue si fa sentire contro lo sfruttamento sessuale

Sostenuta da stelle del football del calibro di Kakà e Juninho Pernambucano, la campagna Não Desvie o Olhar (‘Non girare lo sguardo’) intende ricordare ai brasiliani e a chi si recherà nel Paese sudamericano per i mondiali 2014 che lo sfruttamento sessuale è un reato

Sostenuta da stelle del football brasiliano del calibro di Kakà e Juninho Pernambucano, la campagna Não Desvie o Olhar (in inglese Don’t look away) intende ricordare ai brasiliani e a chi si recherà in Brasile per i mondiali 2014 che lo sfruttamento sessuale è un reato.

Oltre a dibattiti sul tema e seminari rivolti a dirigenti pubblici nelle città in cui si disputano i mondiali, è previsto un potenziamento del sostegno alla lotta contro lo sfruttamento sessuale e verrà colta l’occasione per far conoscere alle vittime i propri diritti e promuovere il servizio Call 100, un numero verde che permette di segnalare i casi di sfruttamento sessuale.

Il Commissario per lo Sviluppo Andris Piebalgs ha aggiunto: “Il Brasile è riuscito in un decennio a far uscire dalla povertà qualcosa come 40 milioni di persone: un percorso di sviluppo che ha dell’incredibile. Oggi però alcuni settori della società non hanno ancora accesso a diritti umani per noi scontati. Per questo l’Unione europea ha lanciato una serie di importanti progetti nelle 12 città dei mondiali a sostegno dei diritti dei minori nelle favelas di Rio, dell’emancipazione delle comunità indigene di Cuiaba e dei lavoratori di São Paulo più indigenti”.

Não Desvie o Olhar è una campagna internazionale organizzata dalla delegazione UE in Brasile e che coinvolge oltre 15 paesi nel quadro della rete ECPAT contro la prostituzione, la pornografia e la tratta di minori. I sindaci della 12 città dei mondiali hanno sottoscritto l’iniziativa per tutelare meglio bambini e adolescenti in vista dei mondiali di calcio 2014 e di altri grandi eventi, come le Olimpiadi del 2016, che si terranno anche in Brasile.