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Atene, per gli investitori l’uscita dall’euro è solo rimandata

Atene, per gli investitori l’uscita dall’euro è solo rimandata
Borsa Affari LP
Il prolungamento degli aiuti alla Grecia per i prossimi quattro mesi non convince gli investitori. Per il 38% l’Unione si dissolverà entro un anno

La brace cova sotto le ceneri dell’austerity. Anche se il governo di Alexis Tsipras ha ottenuto un prolungamento di quattro mesi degli aiuti della Troika, pardon, delle ‘Istituzioni coinvolte’, gli investitori non credono che Atene resterà ancora a lungo nell’Unione.

Secondo l’Euro Break-up Index, un indice che misura il tasso di sfiducia dei mercati verso un Paese, il 38% degli investitori internazionali ritiene che entro 12 mesi l’Unione imploderà. A preoccupare sono soprattutto le condizioni di salute della Grecia, ma non solo.

Sì, Atene ha ottenuto altri quattro mesi di tempo, ma il suo governo non sembra voler seguire le ricette suggerite da Bruxelles. Apre, poi tentenna e nicchia. Tsipras è costantemente diviso tra la voglia di mandare tutti al diavolo e la necessità di pagare gli stipendi dei dipendenti pubblici, assicurare le pensioni e la sanità.

Ma il redde rationem prima o poi arriverà. Ad un certo punto, pensano gli investitori, Tsipras tirerà troppo la corda, o sarà sfiduciato dall’ala sinistra del suo partito, e allora si aprirà una nuova crisi, con nuove elezioni che porteranno il Paese sempre più vicino alla porta d’uscita dell’Unione.

Anche Cipro è nell’occhio del ciclone. L’indice di sfiducia è salito in pochi mesi dal 6,4% al 10,5%. Certo, ancora lontano dai livelli della Grecia, ma gli investitori ritengono che il Paese conservi ancora tutte le debolezze strutturali che lo portarono sul baratro due anni fa.

Anche Portogallo e Spagna preoccupano non poco. Soprattutto perché in autunno entrambi i Paesi andranno alle urne, e gli investitori temono una vittoria dei partiti anti-austerity, Podemos in primis.